Sopravvivenza Postmoderna

Che cosa è sopravvivenza?

È quello che diciamo, “vorrei vivere”?

È  la certezza della ricompensa?

È il miglior sonnifero?

Però la vita non è un’argomentazione.

La sopravvivenza è una vita al rallentatore come dirà Raoul Vaneigem.

È quello “non ancora e tuttavia si”. All’assenza di vera vita (la sopravvivenza) è offerto il palliativo di una morte a rate.

La sopravvivenza ha la sua igiene intima ampiamente volgarizzata dall’informazione: evitare le emozioni forti, sorvegliare la passione mangiare poco, bere ragionevolmente, sopravvivere in buona salute per meglio vivere il proprio ruolo.

Bisogna aver riguardo per la sopravvivenza, perché essa è logoramento. Bisogna viverla poco perche; appartiene alla morte.

È una voce nel segno, la voce già compiuta.

L’affascinante amaro gioco con le cose.

La volontà alla mercé della verità di oggetti.

Ma gli oggetti sono svaniti e con loro la particolare sensazione della vita.

La sopravvivenza è un dialogo fantastico con gli oggetti. Perché ciascuno ha determinati limiti dei sensibilità oltre i quali non esiste il vero né  il falso.

Metamorfosi continue della fantasia. Della fantasia della quale tenti di riconoscere il cenno d’assenso la certezza della ricompensa.

Qualche volte la sopravvivenza postmoderna è quel comportamento aberrato, quella mescolanza di partito e ridicolo che forma l’ordinario della nostra esistenza.

È il disprezzo apparente degli altri. L’angoscia di essere diverso anche l’aspirazione a distinguersi legata al piacere di fare folla, l’affermazione che non si ha bisogni di nessuno e l’amara constatazione che nessuno ha bisogno di noi. La misantropia che si accompagna all’accattonaggio vergognoso del consenso altrui.

Che cose è sopravvivenza postmoderna?  La domanda non può quindi avere risposta perché appena si pone si trasforma automaticamente in requisitoria contro i miei mezzi e i miei scopi.

La sopravivenza viene alla luce nel momento in cui si autodefinisce come domanda.

 

Apostolos Apostolou.

Saggista,  scrittore.

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