Rubrica: destinazioni mistiche e curiose (di Stefi Pastori Gloss) – SACRE ITINERE (1° puntata)

SACRE ITINERE 1° PUNTATA

Nella NETNOGRAFIA in calce troverete definizioni preconfezionate circa la Sacra di San Michele, tuttavia è più attinente al climax del Monumento Simbolo del Piemonte sentirne raccontare leggende tra l’antico e il moderno, commistione di sacro e profano, tra salvezza e letteratura.

Va premesso che la destinazione odierna fu una biblioteca storica medioevale, si dice anche che abbia influenzato un’opera dell’Umberto Eco. Alla massiccia costruzione si ispirò il semiologo per descrivere il monastero de IL NOME DELLA ROSA. Aprite la prima pagina del romanzo e leggete: rimarrete sorpresi per la perfetta aderenza alla realtà. Nel Monastero, fino all’avvento dei napoleonici del Generale Catinat, vi fu un’immensa biblioteca, meta degli studiosi di tutto il mondo medievale, poi depredata dai Francesi. Ciò che è libro, oggi, è solo mera e tarda acquisizione, ve lo può confermare chi vi fu bibliotecaria. Vale comunque la pena di farvi mostrare quei pochi codici miniati sopravvissuti, fonte di ispirazione per i migliori tatuatori milanesi (solo su appuntamento, qui e in calce e-mail e numero telefonico da contattare).

La Sacra di San Michele in Sant’Ambrogio, all’imbocco della Val di Susa, alle spalle di Torino, è posta sul Monte Pirchiriano (un più prosaico Monte dei Porci). È possibile raggiungerla a piedi  (circa una quarantina di chilometri fino ad Avigliana), in treno o in autostrada, transitando lateralmente al Monte Musinè, un cono di ferro su cui si dice si assista alle apparizioni di UFO, si sentano le voci delle anime di dannati, si ascoltino canti corali di stregoni evocatori del male, si subiscano radiazioni emanate da una base militare segreta, sarebbe impossibile usare i cellulari a causa di un cono d’ombra che impedisce qualsiasi trasmissione radio. Insomma, preparatevi al peggio, lo dico con sarcasmo.

Una delle tante leggende che tipicizzano la Sacra è quella di come S. Michele sconfisse Satana grazie ad un fendente sulla crosta terrestre, una fenditura invisibile ma presente, netto tracciato diritto che ancora oggi è motivo di fede, detto Cammino della Luce, o Via Michelina, individuato da una serie di  edifici sacri: da Nord a Sud, il Santuario di Mount Saint Michael in Cornovaglia, le Basiliche di Mont Saint Michel in Normandia, la Sacra di S. Michele in Piemonte e Monte Sant’Angelo in Puglia, fino al Santuario di Gerusalemme. Essendo l’Arcangelo Michele uno psicopompo, entità preposta ad accompagnare le anime dei defunti per l’Aldilà, nel corso del medioevo migliaia di pellegrini percorsero a piedi la Via Michelina per assicurarsi una buona morte. Vi si individuano punti speciali, invisibili ai più, sui quali sostare per reperire l’Energia dell’Arcangelo. Vi dirò qual è quello della Sacra.

Come novelli pellegrini, per la salvezza delle anime nostre, non occorrerà parimenti calcare le nobili quanto infinite peregrinazioni dei nostri antenati, ma semplicemente la terra da Torino a piedi, in auto, o in treno, sulla linea Torino Susa, fino a Sant’Ambrogio. Qui vi troverete, da un punto indicato da apposita segnaletica, la via ferrata che si diparte  alla base della Montagna dei Porci sulla cui vetta è posta la Sacra. A proposito: la Sacra (e non Sagra, come vi capiterà sentire), è così chiamata perché, al momento in cui avrebbe dovuto ricevere la consacrazione da parte del Vescovo di Torino, venne trovata già benedetta degli Angeli intervenuti durante la costruzione (altra gustosa leggenda che vi racconteranno durante la visita e che farà parte della prossima puntata di questa rubrica).

Tale via ferrata è abbastanza facilmente percorribile a piedi da chiunque abbia accortezza ed equilibrio e opportuni scarponcini. Oppure scendete alla fermata precedente, Avigliana, dove d’estate vi aspetta un’apposita navetta che s’inerpica sui dodici chilometri che vi separano dalla Sacra, parzialmente circumnavigando uno due laghi morenici, il Lago Grande, gemello del Piccolo. I due laghetti della cittadella medievale meritano da soli di essere una delle vostre mete future, in quanto raro esempio di balneazione e nettezza delle acque. La strada per la Sacra si incunea sulla lingua di terra tra i due laghi, si arrampica su tornanti panoramici di bellezza stratosferica, per sfociare in un grande piazzale. Dalla navetta sarete lasciati qui, o voi che entrate, perché da qui inizia il tratto pedonale. La Sacra impone umiltà e misticismo.

(segue)

NETNOGRAFIA:

http://www.sacradisanmichele.com/

http://www.arcangelo-michele.it/SMA_cammluce_it.htm

https://www.ferrate365.it/vie-ferrate/ferrata-carlo-giorda-pirchiarano-sacra-san-michele/

(ultimo accesso: 22 marzo 2019)

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BIOBIBLIOGRAFIA DI STEFI PASTORI GLOSS

Sceneggiatrice nei Novanta per Benvenuti, Verdone, Brizzi, selezionatrice di opere letterarie sotto contratto, redigo un blog di recensioni e un podcast radiofonico. Grazie ad un ex partner, mi posso fregiare dello pseudonimo di Gloss, Gruppo di Lavoro e Osservatorio Sessismo e  Stalking. Nel 2013 esce CORPI RIBELLI, resilienza tra maltrattamenti e stalking. Poi due libri, un saggio sociologico STANDING OVULATION, le donne sono superiori agli uomini (anche nella violenza), e la silloge poetica MICA VAN GOGH, ispirata ai testi di Caparezza. La rivista online Dol’s vara la mia carriera da novellatrice contro l’uso improprio degli stereotipi di genere. Sto approntando una nuova silloge di POESIE SPOLLICIATE, neologismo che riguarda lo scrivere coi pollici sullo smartphone, e un’ulteriore raccolta di RESISTERE PER SOPRAVVIVERE, racconti della Resistenza durante la II Guerra Mondiale a sfondo erotico. La raccolta di racconti STEREOTIPI A BAGNOMARIA, già sotto contratto di casa editrice fallimentare, è da pochi giorni al vaglio di altro editore.

Blog recensioni:

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Podcast radiofonico:

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