Vi presento Elvis

Di Massimo Acciai Baggiani

elvis donaElvis Dona, oggi trentaquattrenne, si racconta in questa breve ma densa autobiografia: un libro di un centinaio di pagine che si legge in un’oretta – io me lo sono divorato poco prima della presentazione a San Salvi, nell’ambito del Festival Storie Interdette (10-12 maggio 2019) promosso dai Chille de la Balanza. L’autore lo avevo incontrato per la prima volta nel mio ruolo di editor presso Porto Seguro, durante una presentazione collettiva: una faccia da bravo ragazzo, gioviale, pieno di vita. La sua origine albanese non traspare dal suo italiano, impeccabile e privo di accento: d’altronde si trova nel nostro paese ormai da molto tempo, nonostante la sua giovane età. Nel suo libro, il primo che ha scritto ma probabilmente non l’unico, ripercorre la sua vita, dalla drammatica situazione dell’Albania degli anni Novanta alla decisione di partire, su un gommone, alla volta dell’Italia, in cerca di fortuna come tanti migranti – oggi come ieri. La vicenda di Elvis pare uscita da un romanzo picaresco: la traversata è piena di pericoli, poi l’arresto e infine l’esperienza drammatica del carcere criminale di Montelupo, di cui l’autore ci descrive la quotidianità fatta di violazioni continue dei diritti. Elvis si trova così a condividere la cella con omicidi, lui che ha avuto la sola colpa di “resistenza a pubblico ufficiale”, senza aver commesso nessun crimine degno di una pena così severa: qui vive i mesi più terribili, si sente sconfitto, abbandonato, in completo isolamento. Tuttavia trova la forza di reagire, di risollevarsi: vedendolo oggi non si direbbe che sia passato attraverso un simile vissuto.

Elvis si mette a nudo durante la presentazione, a cui partecipa anche il professore che lo ha seguito nel suo cammino, Francesco Petri, il quale insiste molto sul concetto di “alterità” e sul fatto di poter contare sugli altri per uscire dal tunnel. L’autore poi risponde alle domande del pubblico, composto da operatori del settore psichiatrico. Interviene anche Claudio Ascoli (che ho avuto modo di intervistare anni fa) con interessanti annotazioni. Quando ha parlato dell’Albergo Popolare, la struttura di accoglienza per persone indigenti nel cuore di Firenze, ho drizzato le orecchie: ci ho infatti lavorato per alcuni mesi in amministrazione, nel 2004, e solo di poco ho mancato di conoscere Elvis in quell’occasione. Mentre parlava rivedevo quell’ambiente e mi tornavano alla mente le tante storie degli ospiti, per molti aspetti simili a quella dell’autore: storie che mi sono state raccontate da chi le ha vissute, vicende che sembrano anch’esse uscite da un romanzo di Dickens, lontanissime dal nostro mondo privilegiato eppure vicinissime geograficamente.

Io Elvis, immigrato albanese è scritto con un linguaggio semplice, scorrevole: come dicevo si legge in un baleno ma lascia un’impressione persistente: quella di aver fatto la conoscenza con una persona straordinaria che ha vissuto eventi particolari che non dovremmo ignorare, soprattutto di questi tempi.

Firenze, 11 maggio 2019

Bibliografia

  • E. Dona, Io Elvis, immigrato albanese, Firenze, Porto Seguro, 2016.

pres elvis

presentazione elvis dona a san salvi 10 maggio 2019 (2)

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