Vladimir Jankélévitch: L’innocenza è fatta per essere perduta

       Nella filosofia dell’Occidente non c’è innocenza. Nascere – secondo la filosofia dell’Occidente significa- è comparire in giudizio.  Secondo Jean Jacques Rousseau questo è il dramma originale. Non siamo mai accettati come tali nell’innocenza delle nostre apparizioni. Dobbiamo incessantemente provare ciò che siamo. E Jean Paul Sartre, parla di Alterità degli Altri. L’Altro si pone come un “non me”, e come scrive nella sua opera “L’essere e il nulla” p, 279, gli altri sono la negazione radicale della mia esperienza. “L’ inferno sono gli altri” come dirà Jean Paul Sartre, sicuramente ma in questo inferno ci dobbiamo e vogliamo vivere. Cosi l’innocenza non c’è.  Esistere è espiare pagare indefinitamente l’audacia di parlare in prima persona secondo Jean Jacques Rousseau. Il tribunale degli altri non formula alcun verdetto definitivo. Se io non sono mai condannato non può mai espiare fino al mio ultimo respiro.

Cosi l’innocenza è fatta per essere perduta. Secondo pensiero greco non esiste l’innocenza né alla verità, né alla speranza. Esiste solo nel giogo. Perciò Eraclito dice: «αιών παις έστι παίζων πεσσεύων΄παιδός ή βασιληίη» cioè evo di vita bimbo che per gioco pedine sposta sovrano potere di bimbo. E’ l’’innocenza dei bambini  una magica sensazione che lo fa vivere in un mondo tutto suo; un mondo così semplice, così fantastico dove tutto sembra essere una spettacolare magia. E il gioco dei bambini e l’ innocenza. Perché il gioco dei bambini come scrive anche Don Miguel Ruiz, “l’ essenza della padronanza  dell’ amore” esprime la libertà assoluta  e l’amore assoluta “Se osservate i bambini di due o tre anni, vedrete che giocano e ridono tutto il tempo.       La loro immaginazione è potente, il loro modo di sognare è un’avventura e un’esplorazione. Quando qualcosa non va per il verso giusto reagiscono e si difendono, ma poi non ci pensano più e si concentrano di nuovo sul momento presente, tornando a giocare e a divertirsi. Vivono nel momento. Non si vergognano del passato e non si preoccupano del futuro. Esprimono ciò che sentono e non hanno paura di amare. I momenti più felici della nostra vita sono quando giochiamo come bambini. Da piccoli eravamo innocenti, e ci veniva naturale esprimere l’amore.” Ecco perché Platone sostiene che il gioco è la potenza dell’anima è il dono dei Dei. Scrive: «Io dico che dobbiamo occuparci di ciò che è serio, e non di ciò che serio non è: e per natura ciò che è divino è degno di ogni interesse, come un essere beato, mentre l’uomo, come dicevamo prima, è soltanto un giocattolo fabbricato dagli dèi, ed in effetti questa è la sua parte migliore. In conseguenza di questa concezione, ogni uomo e ogni donna devono vivere giocando al meglio possibile questo gioco, pensando il contrario di ciò che oggi si pensa».(Leggi, 803c, traduzione di Enrico Pegone).

L’innocenza oggi non esiste. E questo perché come dice Nietzsche io non so da che lato voltarmi. Sono tutto quello che non può trovare sfogo. La vita oggi ha sempre la struttura di una promessa e l’innocenza dell’esistenza,o del reale genera inevitabilmente delusione. Accusare paranoicamente, un oscuro sistema di tutti i mali che ci tocca subite. Cosi l’innocenza è fatta per essere perduta come sosteneva Vladimir Jankélévitch.

Apostolos Apostolou

Docente di Filosofia

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