Bio-bibliografia di Stefi Pastori Gloss

4° di copertina RINASCITE RIBELLIPurtroppo (o per fortuna) da almeno sette anni si può dedicare alla scrittura a tempo pieno. Aborre l’uso di Photoshop per poter applicare con coerenza il suo Forforisma[1] Pastorology preferito: “Indosso le rughe come medaglie”. Agli inizi della sua carriera da scrittrice, redigeva i suoi curricula alla di James Joyce, e quando le fu fatto notare il parallelismo, esecrò. Per controtendenza, si applicò alla massima sintesi, con Ungaretti a farle da guida. Poi con David Foster Wallace scoprì che si può scrivere un libro infarcendolo di note a pié di pagina. La redazione dei Neologiorni[2] si ispira all’ironia scanzonata di Gianni Brera e all’arricchimento del dizionario alla D’Annunzio. Sceneggiatrice ghost writer nei Novanta per Benvenuti, Verdone, Brizzi, selezionatrice di opere letterarie sotto contratto, ha redatto per circa tre anni un blog[3] di recensioni dedicate a emergenti, le migliori delle quali sono ospiti in un podcast radiofonico[4]. Oggi si occupa di recensire solo grandi autori. Grazie ad un ex partner, la si può fregiare dello pseudonimo di Gloss, Gruppo di Lavoro e Osservatorio Sessismo e Stalking. Nel 2013 esce CORPI RIBELLI – resilienza tra maltrattamenti e stalking. II Edizione nel 2016. Da aprile 2019, ha subito totale aggiornamento, tanto da rendere necessaria la riscrittura perfino nel titolo, che diventa RINASCITE RIBELLI – resilienza nei maltrattamenti intra-familiari e stalking, per il quale avrebbe trovato un nuovo editore. Nel 2016 è stata pure pubblicata una silloge poetica, MICA VAN GOGH, ispirata a Caparezza. La rivista online Dol’s vara la sua carriera da novellatrice contro l’uso improprio degli stereotipi di genere.

Sta approntando un nuovo spicilegio di POESIE SPOLLICIATE, neologismo che riguarda lo scrivere coi pollici sullo smartphone, un altro ispirato al sito UPAG, intitolato PARERGHI POETICI, un’ulteriore raccolta di racconti dal titolo RESISTERE PER SOPRAVVIVERE – ciascuno a suo modo, ambientata durante la II Guerra Mondiale, a sfondo erotico. La spigolatura di novelle STEREOTIPI A BAGNOMARIA, già sotto contratto di casa editrice nel frattempo volta a migliori lidi che non quelli editoriali, è da pochi giorni al vaglio di successivo editore. Tutt’ora è scrittrice fantasma per un’avvocata ninfomane, la famigerata @ninfoavvocata di Twitter; non se ne adonta, pur dovendo lottare con chi la crede tale, e comunque scrive per chiunque abbia idee ma non tecnica: redattrice della biografia personale del nonno di turno, il cui tronfio ego vuole lasciare traccia di sé ai nipoti, copywriter per il titolare della fabbrichetta di piastrelle, stufo della scarsa qualità di scrittura del figlio del fornaio per redigere il proprio sito internet, scrittrice del fotografo di fama che negli Ottanta si scoprì make-up artist (e gayo) per Versace a Milano, pur di fuggire dalle OP (Oppressive Puglie). È convinta da sempre che sia meglio essere cretini che troppo intelligenti: si soffre di meno. Lo straripante successo letterario di una partecipante ad un Reality televisivo lo conferma.

Intervista

https://www.youtube.com/watch?v=6moovcL31i8

Recapiti per collaborazioni artistiche

Stefania Pastori (Stefi Pastori Gloss)

Recapito e-mail: pastoristefaniagloss@gmail.com

Profilo FB: https://www.facebook.com/pastoristefania.gloss

Profilo Instagram: @stefipastorigloss

Profilo Twitter: @pastoriGLOSS

[1]Forforisma [for-fo-rì-sma] SIGN Aforisma faceto, non serioso, frutto di grattacapi dovuti alla forfora. Dalla voce medicale [fór·fo·ra] ‘Fine desquamazione lamellare frequente in quelle parti della pelle che sono coperte da peli’. Quello di questo neologismo è un caso curioso: nonostante si possa ormai classificare come nato da donna, non è poi così incomprensibile che sia nato anche da uomo. La paternità (o meglio, la maternità) è di chi compila il significato dei vostri neologismi, ma coadiuvata come nella migliore tradizione creattiva (con due T) da un uomo, ormai perduto amico. La curiosità non è binaria, e nella sua scala il forforisma non siede sui gradini delle parole incomprensibili – si continua a usare da un paio d’anni, ovvero da poco, ma avrà successo. Almeno quanto gli aforismi di Lord Byron. Almeno quanto è frequente la forfora sulle teste degli esseri – a volte senzienti – come quelli umani. Il suo significato è semplice: siccome l’autrice degli aforismi grattacapo è autoironica e non desidera salire in cattedra e fare la maestrinadallapennarossa, ha preferito attaccare alla desinenza -isma dell’aforisma un po’ di forfora per sdrammatizzare, augurandosi che non diventi un fondamentalismo. Questo tipo di -ismo è da temere.  Ora, non serve essere grandi poeti per intendere come è che figuratamente si possa usare questo termine. Non serve, per quanto la prima attestazione di rilievo di quest’uso sia giusto nella prima metà dell’anno 2017, nel corso di un concorso letterario in quel di Città del Sole (ebbene, sì, proprio la tanto vagheggiata dal Tommaso Campanella, frate dominicano ispirato dalla Repubblica di Platone. Scritta sotto forma di dialogo tra l’Ospitalario, cavaliere dell’ordine di Malta, e il Genovese, nocchiero di Colombo, trattasi di città ideale per leggi e costumi, ma tuttavia utopica. È retta da un Principe Sacerdote, chiamato Sole che detiene assoluto potere spirituale e temporale. I requisiti fondamentali di questo governatore devono essere: erudizione, saggezza, conoscenza sia dal punto di vista teorico e pratico, creatività e vena artistica. Inoltre deve avere più di trentacinque anni perché abbia l’esperienza necessaria a condurre lo stato. Ora voi capite come in siffatta località, sia agevole inventare qualcosa di fruttuoso, succoso, fantasioso come ‘forforisma’. Ascoltatene la dolcezza sul palato, la scioglievolezza che scorre sulla lingua, fino a chiudere le labbra in un suono materno e vi convincerete d’emblée della sua validità estrema. Comunque, poeti e no, si bacchetta un impenitente amorale con il forforisma, si resiste al fallimento di amori e amicizie con il forforisma che ricorda una fiducia assoluta nelle proprie capacità, e si rimembra il forforisma dell’amore di mamma che non ci lascia mai nudi. Non è una sentenza inappellabile, non mantello protettivo a fare da corazza di armadillo, non rinserra come un’armatura: il forforisma, col suono farfallino e materno (f-f-ma), ha un fascino démodé, quasi cerimonioso. E la frase in cui è usato non passa inosservata.

[2] Neologiorno, neologismo. Nasce dal motto “un neologismo al giorno toglie il medico di torno”. I neologismi sono stati  recentemente sdoganati dal petaloso dell’Accademia della Crusca e dal webete di mentaniana creatività.

[3]https://leggolibrifacciocose.blogspot.com/

[4]https://soundcloud.com/radiobigworld/sets/uova-fresche

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