Neologiorno n.1: Maggembre

di Stefi Pastori Gloss

[mag-gèm-bre]

SIGN Tredicesimo mese dell’anno, usato solo in caso di condizioni climatiche contrarie alla primavera, composto di [maggio] e [dicembre].

Questa parola, dopo una normale imperscrutabile incubazione, è attestata per iscritto il 6 maggio 2017 tra i ricordi su Facebook, quando la Signora con la Valigia si apprestava a convergere sulla sede della premiazione di un nobile Concorso Letterario per l’altrettanto nobile missione di nobilitare la parola italiana. Come tutte le cose buone, è stata subito adottata dai suoi amici selezionatissimi, vieppiù in uso negli anni a seguire, in special modo nel maggio 2019. Un’unità temporale, non nel senso atmosferico ma in quello di mese, di nuovo peggiorativo in senso climatico (questa volta, sì), per chi avesse ancora dubbi sulla catastrofe che riguarda Gaia (e noi umani in primis, anche se animati da infingardo spirto gnorri).

Ora, questo ‘maggembre’ ha il significato semplice di ‘maggio come fosse dicembre’, un’espressione delle più comuni, che affolla i nostri giorni, in piena paturnia da prova costume sotto le piogge battenti. Inoltre ciò che descrive non è una situazione astratta: l’immagine sintetica del ‘maggembre’ disegna insieme il tentativo del cambio degli armadi di stagione e la paura del mutamento, denunciando la volontà di restare radicati nel passato (inverno). Si intravede già una primavera, si sta già ricevendo qualcosa della calura futura, ma al sopravvenuto canto degli uccellini, si riscuotono nevicate o grandinate, a seconda dell’altitudine. Per la succitata Signora con la Valigia, sognante di dimorare finalmente senza l’immondo collant, stabilmente stanziata sulle cime alpine, trattavasi di neve, e ne deriva suo greve disappunto.

L’intensità con cui la sola evocazione del mutamento climatico descrive questo termine di mancato passaggio dalla stagione vecchia a quella nuova, colorisce la stagionalità degli armadi e dei vestimenti, quelli invernali ancora da sottonaftalinare, quelli estivi ancora da far emergere.

Si può parlare dell’estate in arrivo ma che stenta dato che è maggembre, di come abbiamo perso tempo a sistemare il guardaroba perché ancora maggembre, del lavoro di cui siamo oberati facendo shopping di vestimenti estivi che restano ancora rinchiusi nei nostri armadi proprio in quanto è maggembre. La sua blanda ricercatezza (tutt’altro che affettata, parte dai traffici più popolari) è molto versatile; ma un sorriso ironico non se lo leva quasi mai.

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