I vicini – Finale di Luigi De Rosa

Leggi la prima parte di MASSIMO ACCIAI BAGGIANI

Alla fine decidi di prendere in mano la situazione.
La tua amica poliziotta ha detto che ha risolto il problema traslocando. Ma se fossero loro ad andarsene?
Il palazzo è tuo. Solo metaforicamente parlando, è ovvio. Non sei un magnate dell’immobiliare, altrimenti non dovresti svegliarti così presto al mattino. Ma è casa tua da anni, quindi conosci ogni singolo buco. In particolare sai delle tubature che ti collegano direttamente con il bagno dell’appartamento occupato dalle gallinelle festaiole. Prima del loro arrivo era avvenuto un incidente con il proprietario precedente: una tubatura si era rotta e l’acqua aveva rovinato tutto il soffitto dell’appartamento di sotto. Un incidente, la cosa si era risolta subito senza insulti, denuncie o aggressioni. Era bastato scusarsi col vecchietto che si era ritrovato l’acqua che gli gocciolava in testa mentre dormiva e fornirgli i dati dell’assicurazione mentre la tubatura veniva riparata.
Quel vecchio signore era davvero una persona civile. Peccato che dopo sei mesi era morto per il diabete e i suoi eredi avevano deciso di affittare l’appartamento a delle barbare.
Ora le ragazze saranno anche delle festaiole ma non sarebbero mai rimaste se qualcosa di disgustoso fosse strisciato all’improvviso facendo loro molta paura.
Chiami quindi la tua amica poliziotta e dopo averle chiesto come sta andando la situazione in città (non molto bene dato quello che senti in tv) le chiedi se le è mai capitato un caso di importazione di animali esotici illegale. Lei ti risponde di sì e ti racconta una pallosa storia su delle lucertole, e allora tu le chiedi se le è mai capitato di fermare un contrabbando di serpenti. Lei ti risponde di no ma aveva sentito ad alcuni colleghi forestieri era invece capitato e tu fai tesoro di tutte le informazioni che la poliziotta ti racconta.
Decidi quindi di passare alla seconda parte del piano. Accendi il tuo portatile e cerchi qualche sito in cui tu possa trovare serpenti in vendita. Sai che è illegale, ma dopotutto non vuoi uccidere nessuno giusto? E’ colpa delle ragazze che decidono di non rispettare il tuo sacro santo diritto di dormire in santa pace.
Trovi un sito e ordini un gigantesco pitone delle rocce, serpente indiano in grado di muoversi in modo lineare e pensi che sia una scelta buona perché così si muoverà meglio nella tubatura.
Aspetti due settimane. Il serpente arriva ma devi andarlo a prendere perché essendo un acquisto illegale il corriere non te lo porta a casa con tanto di saluti. Prendi quindi la tua borsa della palestra (o almeno una borsa che usavi quando avevi il tempo per andare in palestra) e vai a raccogliere il prezioso carico indiano. Porti l’animale a casa e senza pensarci due volte lo porti subito in bagno, lo afferri delicatamente con una mano per una frazione di corpo sotto la testa e con l’altra lo prendi per la coda e indirizzi la sua testa verso il water.
“Vai ragazzo. Io credo in te” gli dici come per dargli coraggio e resti a guardare finché la sua coda non sparisce dentro lo spazio riservato ai tuoi bisogni.
Fatto questo, non resta che cancellare le prove del reato, e a quel punto aspettare.

L’attesa non è lunga. Ad un certo punto uno strillo che sembra essere uscito dal film Shining perfora le pareti svegliandoti nel cuore della notte proprio mentre stavi dormendo. Un paradosso dato che quello che avevi fatto serviva a farti dormire.
Insieme agli altri vicini ti dirigi dove ha avuto origine l’agghiacciante rumore. Una delle ragazze, non più tanto sfrontate e menefreghiste, raccontano quello che per gli altri sembra un episodio bizzarro ma tu sai invece che non lo è: una delle ragazze si era svegliata per andare un attimo in bagno e quando aveva alzato la tavoletta aveva visto qualcosa che sbucava dal buco in fondo. Dopo aver tirato lo sciaquone pensando che fosse il residuo di una precedente visita in bagno, la ragazza si era resa conto che non andava via e si era accorta che era la testa di un serpente morto.
Tu dici alla ragazza di chiamare le autorità e poi consigli agli altri di tornare a letto lasciando che siano loro ad occuparsene.
Il giorno dopo scoprì che le ragazze devono lasciare l’appartamento perché il proprietario pensava che ci fossero proprio le ragazze dietro la dipartita del rettile, immerso nel gabinetto per una “tamarrata” o per uno scherzo da riservare agli altri vicini, i quali scopri con sorpresa che si sono lamentati per il comportamento delle ragazze.
E in quel momento ti accorgi di essere in un palazzo di ipocriti, perché quelle stesse persone prima non avevano detto una parola e invece ora avevano aperto un vero e proprio fronte contro di loro.
Ma a te non importa perché finalmente puoi di nuovo dormire in pace.

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