Il Precipizio

Di Massimo Acciai Baggiani

il precipizioCol suo secondo romanzo Marcovalerio Bianchi si conferma un narratore di grande spessore, e non mi riferisco solo allo spessore dei suoi libri (corposi ma scorrevoli): dopo Le cinque vite di Simone Bosco (2017) Marcovalerio, fiorentino, amico di vecchia data, si è cimentato con un romanzo di tipo realistico, ambientato per lo più a Milano, che racconta la caduta e la successiva nuova ascesa di un industriale vittima di un raggiro ad opera della moglie infedele che con un piano criminale gli porta via tutto il patrimonio. Il titolo, Il precipizio, riassume bene l’idea alla base, un “precipitare” sempre più in basso prima della risalita.

Detta così non sembra giustificare le 562 pagine dell’opera: in realtà succedono tante cose e i colpi di scena non mancano di certo. La psicologia del protagonista, l’ingegner Giacomo Perotti, è ben approfondita e dinamica: da figlio di papà, abituato a vivere nella bambagia, si ritrova catapultato in un mondo a lui ignoto, quello di chi fa fatica ad arrivare a fine mese, per tornare poi nel suo mondo con un nuovo bagaglio umano e una maturità che fa rientrare Il precipizio tra i bildungsroman o romanzi di formazione. Se nella prima opera Simone Bosco vive ben cinque vite diverse, il nostro Giacomo ne vive in un certo senso due: quella prima della caduta nel “precipizio” e quella dopo il tragico evento.

Ho letto questo romanzo con grande interesse ma non senza una certa sofferenza viste le tematiche sociali che mi stanno molto a cuore. La tesi sostenuta, che condivido in pieno, riguarda la grande povertà dal punto di vista umano che si trova nel mondo dei ricchi, come se quantità di denaro posseduto e ricchezza interiore fossero inversamente proporzionali. Giacomo non fa eccezione: all’inizio è un personaggio piuttosto frivolo, interessato più al sesso e a godersi la sua posizione di privilegiato, anche se mostra dei lati sensibili – come quando prende le difese della cuoca maltrattata dalla prima moglie, Helga, per una piccola sbadataggine, e interviene alla cena per arginare le odiose invettive del marchese ospite contro il mondo operaio. Tuttavia solo quando si troverà dall’altra parte inizierà a comprendere le difficoltà dei poveri – gli unici che, dopo la caduta, si comporteranno gentilmente con lui: ma fino a che punto? Quando riavrà indietro il suo patrimonio e i cattivi saranno puniti, diventerà un filantropo, o almeno rinuncerà al lusso per accontentarsi di uno stile di vita più sobrio? Parrebbe di no: la natura delle persone non cambia così radicalmente, Giacomo riprenderà la vita di prima, pare che la sua disavventura gli abbia insegnato meno di quello che il lettore sperava… (almeno io come lettore).

Non è cattivo Giacomo, anche se non è certo un eroe senza macchia. Se le donne che conosce non sono dei modelli di fedeltà, neppure lui lo è, anche se si dichiara innamorato della seconda moglie Elisa (quella che lo pugnalerà alle spalle), qualche scappatella se la concede sempre volentieri, è fatto così.

I personaggi più generosi e più autentici li troviamo nelle “classi basse”. Le persone altolocate sono dominate infatti dall’avidità e dall’ipocrisia: la corsa al denaro e al potere è tutto. Mi viene in mente un accostamento con due romanzi letti tempo fa: Fiorirà l’aspidistra di George Orwell e Papalagi di Tuiavii di Tiavea, a cui ho dedicato un articolo [1]. Nel romanzo di Orwell il protagonista, Gordon, ha un rapporto ambivalente col denaro: di totale rifiuto ma anche di bisogno. È presente un marcato masochismo, riscontrabile anche in Giacomo Perotti che, dominato dall’orgoglio, pur di nascondere le sue condizioni miserabili alla ex moglie e ai figli, si priva di denaro che farebbe molto più comodo a lui. Quanto al romanzo-saggio di Tuiavii (in realtà un falso letterario di Erich Scheurmann), questa folle adorazione del denaro è descritta benissimo e non c’è da aggiungere altro. Confesso che il mio totale disprezzo per il lusso e la mia idea romantica di fedeltà in amore mi impediscono di provare una totale simpatia per Giacomo, che pure mostra molti lati positivi: non si arrende mai, affronta con determinazione e ottimismo tutte le difficoltà e le tragedie, e certo ho fatto il tifo per lui nella sua rivincita degna di un novello Conte di Montecristo.

Il precipizio è un romanzo ad ampio respiro, che abbraccia oltre cinquant’anni di vita del protagonista – si sente la lezione delle grandi storie russe dell’Ottocento – attraverso gli eventi storici dell’epoca che arrivano a toccare il nostro Giacomo (come il tristemente famoso tsunami del 2004 nel sud est asiatico, dove perde i genitori) oppure i molteplici personaggi secondari con cui viene in contatto (c’è anche un accenno alla strage dell’Heysel). Dietro l’opera si vede chiaramente un enorme lavoro di ricerca e documentazione; interessanti a tal proposito le notizie storiche sui navigli di Milano [2] e il capitolo marinaro sulla traversata dell’Atlantico in barca. Questo vale anche le per località più esotiche in cui è ambientata la storia (la Thailandia, l’America Centrale). Per quanto riguarda la parte più finanziaria, Marcovalerio si è avvalso della consulenza di un esperto, Carlo Menzinger, non a caso citato in fondo al libro tra i ringraziamenti. Carlo ha pure lui dedicato un articolo a questo libro [3]. Non si ripeterà mai abbastanza che un buon libro è fatto di tanta, tanta ricerca preparatoria.

Dunque un romanzo corale, in cui moltissime vite si intrecciano (come d’altronde avviene anche nella vita reale) e gli eventi si combinano in un sapiente meccanismo narrativo che porta al meritato lieto fine. Un’opera seconda alla cui presentazione, nel dicembre 2019 all’Antico Caffè a Firenze, ho fatto da relatore con grande piacere [4].

Firenze, 6 agosto 2020

presentazione precipizio

Bibliografia

Bianchi M., Il precipizio, Firenze, Porto Seguro, 2019.

Note

[1] Acciai Baggiani M., La battaglia contro il denaro, in «Le stanze di carta»

[2] Milano, a differenza dell’autore, non mi ha mai affascinato come città; la ricordo soprattutto perché ci viveva il mio caro amico prematuramente scomparso Alessandro Rizzo.

[3] Menzinger C., Le disavventure di un imprenditore, nel suo blog

[4] https://www.youtube.com/watch?v=Q-53Zxbv1GI

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