Il Professore dell’isola Nascosta

Di Michele Ceri

Seconda parte


Trascorrevano gli anni e il Capitano cominciò un periodo di grande studio, tale da diventare in parole povere : Professore: punto e basta, senza sé e senza ma.
 Al neo- Professore si affezionò un ragazzetto, che già da anni lo conosceva. Questo lo aiutava a fare la spesa e nei lavori domestici.  Procurò molti elementi, libri, carte ecc… che servirono al Professore per realizzare ciò che in seguito vedremo.
 Cominciò un periodo in cui Thomasenn si dedicò, come ho già detto,  interamente allo studio.  Difatti lo scopo principale della sua esistenza divenne la costruzione  di un congegno definito: Macchina del Tele Trasporto. Ma era “matto” il Capitano dell’aviazione? Certamente non era una cosa da poco.  Il cosiddetto Professore, per la sua grande passione nei riguardi di varie materie scientifiche, dedicò così un lunghissimo periodo, ben quarant’anni, alla costruzione della macchina per il Tele-Trasporto. Ma di che cosa si trattava?
Si trattava di un’invenzione propria, nata  dalla sua immaginazione, dai suoi studi. Tale congegno doveva avere  molte caratteristiche. Diciamo che poteva spostarsi da un posto all’altro, nel giro di pochi minuti. Poteva giungere prima in una popolatissima metropoli giapponese, per poi arrivare sui monti del Tibet; oppure comparire nel groviglio della Foresta Amazzonica. Possedeva svariate caratteristiche. Infatti poteva anche restare invisibile, poteva effettuare fotografie e piccoli video. Inoltre stimolava assai la curiosità.
Almeno così era nel progetto del Professore, che lui custodiva dentro di sé.
Era arrivato a quello scopo anche spinto da una lettura che aveva fatto anni prima, quando tentava la carriera militare. Sta di fatto che curiosamente, conservava con se un libro, inerente la costruzione di una Macchina del Tempo. Quello restava assai interessante anche se non letto, quasi sconosciuto. Quel testo era stato scritto nientemeno che durante l’Ottocento, a Londra, da alcuni scienziati e studiosi. Il titolo era :” L’autentica vicenda della  costruzione della Macchina del teletrasporto”:
Il nostro Professore lo teneva sempre con sé e l’aveva comunque sia già letto varie volte.
 Nel periodo successivo alla morte della Signora, si dedicò come ho già detto in tutto e per tutto alla costruzione della Macchina.  Studiava ore ed ore nello studio sotterraneo, lì vi  passava gran parte della giornata. Lo studio  traboccava di tanti disegni, libri, saggi, fotografie, mappe geografiche e mappe celesti ecc…  inoltre vi era addirittura anche un bellissimo pappagallo, che molto colorato era. Si trattava di un animale assai singolare; ogni due ore, sempre, immancabilmente e con precisione, pronunciava la parola : Professore, Professore e poi rimaneva in silenzio per altre due ore. Il Professore gli voleva molto bene. Inoltre voleva assai bene al ragazzo con cui aveva stretto amicizia dopo  la scomparsa della ricca signora Somanoeav, quel triste giorno di vent’anni fa.
Trascorsi tanti anni, quello che era un ragazzo adesso era un uomo maturo, affascinato dal Professore.
Giulio: “- Sei veramente un grande, caro Professore. Per me significhi molto, sei come un babbo che io purtroppo non ho conosciuto ( te sai la mia storia. ) Ti conosco bene e da tanti anni.  La tua invenzione, chiamiamola così, è sicuramente di grande rilevanza. Diventerai famoso.
Ma lo sai che vorrei provarla, si fare un esperimento. Beh, verrà anche il momento di questo.-“:
Professore: “_ Prima di tutto, ti ringrazio per i tuoi vivissimi complimenti. Devo confessarti che mi hai aiutato, in qualche modo. Anche se non proprio direttamente.
Sono sempre stato affascinato dalla scienza, sino dai tempi dell’Università .Va bene che poi decisi di fare la carriera militare, nell’Aviazione.
Mi ricordo che da piccolo, durante il mio quarto compleanno dissi qualcosa su di un orologio, una battuta. Mia zia mi osservò attentamente e con orgoglio e disse: “- Te diventerai importante.-“:
Adesso, dopo quarant’anni  mi ritornano alla mente tali parole. E così  ripenso a quella che era la mia vita, prima  di precipitare con l’aereo, su quest’isola.
In I. Ho una sorella, un fratello ed anche un nipote, che si chiama: Gabriele. Vorrei tanto rivederlo. Infatti, lo vidi per l’ultima volta che era piccolo.-“:
 Dopo il compimento del lavoro e passati quarant’anni dalla sua permanenza sull’Isola,  intuiva di generare gelosie all’interno del mondo scientifico, sapeva d’incuriosire e interessare i politici dell’intero globo. Inoltre la sua invenzione avrebbe potuto interessare vari tipi di persone e poteva essere utilizzata per molteplici scopi.

Terza parte.


Capitolo primo
Sogni, incontri e vecchie amicizie.



Gabriele, un tempo studente nella medesima classe di Riccardo il Mago “ principiante “,  aveva anche lui fatto parte della medesima compagnia dell’altro. I due si conoscevano bene, da molto tempo e avevano condiviso , tante avventure.
Cosa accadde a Gabriele? Sogni dalle caratteristiche inquietanti , misteriosi argomenti. Accadde che una  sera  preso  dal sonno, dopo una giornata stancante  s’addormentò subito, e…
 Mentre dormiva  gl’apparve lo zio. Che in realtà era proprio lo stesso Capitano, Militare inglese Thomassen. I due erano la stessa persona: lo zio di Gabriele era il Capitano scomparso sull’Isola Nascosta.  Gabriele conosceva quest’ultimo soltanto dalle foto e dai racconti di sua mamma. Durante la visione onirica venne a conoscenza degli studi dello zio. Si reso conto come il simpatico parente avesse impiegato  circa trent’anni della propria esistenza nello scopo di inventare e costruire una: Macchina  per il Teletrasporto. Né più, né meno. Inoltre gl’apparve nientemeno che un’isola famosissima per vari studi : L’Isola Nascosta.
 Notò anche, all’interno dello studio un bellissimo pappagallo, dagli eccentrici colori, che lo colpì. Lo  guardò negl’occhi e rimase affascinato, gli trasmise qualcosa, ma cosa?!!
 Poi si svegliò.
 Il sole già si mostrava assai alto e illuminava tutto, era una bella giornata di settembre. Il sogno emanava inquietudine. Così  appena fatta colazione decise di informare di tutto ciò i suoi amici stretti. Telefonò a Giorgio, persona molto sveglia, per informarlo, così che  lui rimase sbalordito, del resto l’argomento  appariva irreale e c’era da restare meravigliati.
 Gli ritornarono alla mente alcuni momenti, propria la mamma gli aveva parlato del Capitano dell’aeronautica. Si gli apparvero alla mente anche alcune fotografie. Adesso aveva capito tutto. Ecco quello che era accaduto, dopo tanti anni, su di un’Isola misteriosa, direi Nascosta.
In un secondo momento, Gabriele pensò di parlare del sogno anche al vecchio, amico; si Riccardo il celebre  Mago. Infatti il sogno gli procurava addirittura ansia ed inoltre lo incuriosiva assai. Riflettendo su tutto ciò, capì che ascoltare il parere del Mago, poteva essere una cosa che lo potesse, aiutare, rassicurare.
Tra sé e sé si domandava se veramente quello che considerava lo zio, fosse stato in grado, anche se con molti anni di studio, di costruire nientemeno che, un tale congegno.
 E se tutto ciò, tutto quello che gli era apparso in sogno fosse veramente vero? Si domandò!
Gabriele, informò una seconda volta, per telefono  lo stesso Giorgio. Così,  lui in un secondo momento, allarmato di quello che stava accadendo a Gabriele e insospettito, chiese spiegazioni ulteriori. Così  tutto il gruppo decise, per aiutare l’amico, di riunirsi nella casa di campagna proprietà  di Gabriele, situata fuori del centro abitato, in campagna. Gabriele vi arrivò con la macchina, li altri tre presero un bus e poi fecero un pezzetto di strada a piedi. Li colpì immediatamente la bellezza del luogo, non faceva freddo.
 Quello che un tempo era Il miglior amico di Riccardo riuscì a raccontare il sogno, ad essere preciso a esporre con le parole la propria fantasia e farsi comunque sia capire.  Parlarono molto; successivamente  ognuno espresse il proprio parere, ma non litigarono. In dei momenti si fecero coraggio l’un l’altro. Come ai tempi della scuola, delle compagnie infatti è vero, si sentivano uniti.
Tutti insieme si fecero coraggio e concordarono di narrare il tutto al vecchio Riccardo, adesso “Mago” tanto per essere consigliati. Forse ne sapeva un po’ più di loro.
 Cosi avvenne.
 Immediatamente, il giorno successivo, lunedì, presero un appuntamento. L’appuntamento era fissato per mercoledì.  Così mercoledì mattina,insieme  si recarono all’affascinante studio dell’esperto.
 Gabriele per fortuna restava informato su dove si trovava adesso la casa del  “Mago”. Raggiunsero il luogo con la macchina e  mentre Gabriele guidava, gli tornarono alla mente cose, episodi del passato. Come le mode, oppure le compagnie. Quel mondo per loro non esisteva più, anche se dentro tutti loro si percepivano ancora un po’ “adolescenti”, sognatori.
 Il vecchio Riccardo era stata avvisato dell’imminente arrivo dallo stesso Gabriele.  Riceveva così  tutto il gruppo, nel suo studio che si trovava nella propria casa.
Lì fece entrare ma però convenne di ascoltare  solamente  Gabriele, da parte; rappresentava l’amico prediletto. I due, anche in quel momento, dopo tanto tempo,  si stimavano molto a vicenda.
 Appena si videro, nel momento in cui i loro sguardi s’incrociarono vennero presi da una sensazione bellissima, non spiegabile.  Si fissarono e poi abbracciarono per qualche minuto.
 Poi Gabriele espose varie domande al Mago; quest’ultimo gli  consigliava  di approfondire le intuizioni. Poi ad un certo punto, come un fulmine a ciel sereno, s’alzò di scatto dalla seggiola. Riccardo:” Ma, cosa hai detto ?  Isola Nascosta? Ho già sentito parlare di quel luogo. –“: Si mise la mano destra sopra la fronte.
Una cosa è certa, disse, dovete raggiungere l’Isola Nascosta e al più presto possibile. Magari assieme agli altri tre amici. Dovevano compiere coraggiosamente quel passo. Il consiglio  dell’amico Mago adesso  restava sempre più categorico: recarsi lì.  Era la miglior cosa da fare, la più sensata. Gabriele doveva capire se il sogno fosse vero, doveva rendersi conto  chi fosse materialmente suo zio, conoscere da vicino il grande Professore . Ed inoltre verificare le sue scoperte, anche  metterle forse in atto? Almeno questo restava opportuno anche dalla lettura delle carte, che il “Mago” aveva attuato all’amico e dall’oroscopo.
I quattro uscirono dal palazzo, luogo d’abitazione di Riccardo e si diressero al bar per prendere un caffè e discutere ancora un po’, sull’argomento.
Ecco che la loro vita si prestava ad un cambiamento, nasceva qualcosa d’imprevisto, che lì avrebbe legati gli uni agli altri, ancor più di prima.  Destino…
Decisero così, alla fine, assieme, di tentare, di fare un bel viaggio, sull’Isola  Nascosta. sulle tracce dello zio . Ad un certo punto uno dei tre amici ricevette una telefonata nientemeno che dal “ Mago “, in persona. Questo affermò decisamente che si sarebbe aggiunto al loro gruppo, con lo scopo di giungere alla destinazione. Quest’ultimo era curiosissimo di visitare la suddetta Isola Nascosta, così voleva approfittare della situazione per arrivare sull’isola.
  Non sapevano però con certezza se avessero  trovato il parente di Gabriele. Tutto restava avvolto in una luce di mistero, non possedevano notizie sicure, si sarebbero mossi un po’ a casaccio. Ma a loro, conveniva lo stesso. Si trattava di un viaggio molto avventuroso.
Trascorse due settimane dall’incontro con il Mago,poi  tutti insieme si decisero e comprarono i biglietti per poi partire. Cos’ì  Riccardo stesso li accompagnò.


Capitolo secondo.
Il Mago ed il Professore.



Contentissimi presero l’aereo: destinazione l’Isola Nascosta.
 Giunti a destinazione, terminato il viaggio,  sbalorditi  di tutto quello che stava accadendo,si  domandarono come incontrare il grande Professore. In un certo senso si muovevano nel buio, non possedevano notizie certe.
Dal centro di M. si diressero in periferia, l’ì vicino appariva il mare, spumoso e carico d’energia, che affascinava molto; chiunque restava ammirato. Da quel punto lo sguardo attraversava chilometri e chilometri di mare oceanico, per poi perdersi nel nulla, nello schiumoso vuoto.
  Imprevedibilmente , mentre girellavano in vicinanza del maestoso  mare, vennero incuriositi da un gruppetto di bambini.  Come un miracolo, sulla scogliera notarono un personaggio, circondato da piccoletti, che fumava la pipa. Aveva un posizione che li attrasse, perché spirituale, rivolta verso il mistero della natura . Romantica, essenzialmente. Furono i bambini stessi che notarono i quattro e con i loro giochi fecero in modo che il gruppo incontrasse l’audace  inventore. I piccoletti cominciarono a giocherellare, mentre il gruppo d’amici osservava il panorama e incuriosito fissava, come fosse un incantesimo, quella figura che altro non era se non  il Professore, vero e proprio,in carne ed ossa.
 Senza nessuna incertezza, i quattro si presentarono.
 Il Mago, si Riccardo, si commosse e al tempo stesso nei suoi occhi apparve una luce, di curiosità, che faceva al tempo stesso brillare le poche lacrime. Immediatamente  gli torno alla mente il passato, il periodo dell’adolescenza, con le sue sfumature e ancora il distacco dalla città, la conoscenza del cugino del babbo, il periodo vissuto nella bellissima villa, lo studio della musica e del giardinaggio. Notava come sia il bis-cugino che il Professore, fossero parimenti affascinanti e misteriosi e conservassero delle similitudini.
  Successivamente, dopo un istante di silenzio lo stesso Gabriele si presentò allo scienziato. Gli strinse fortemente la  mano, gli confessò di essere suo nipote. In quel momento  sul volto del  grande Professore apparve un sorriso  e i due s’abbracciarono. Professore :”- Ma guarda che dopo anni e anni di completa solitudine, di studi, ecco che conosco da vicino proprio il mio vero nipote. Come ti chiami ?.-:” Gabriele:”- Gabriele. Sono proprio curioso di conoscerla. Ma siamo  parenti, non è vero?.-“: Gabriele gli confessò di averlo sognato, di essere venuto a conoscenza di tutto. I due si fissarono, venne così un momento empatico.
 Successivamente, dopo le presentazioni il Professore li condusse nella propria casa. All’interno la dimora aveva tre stanze, più uno studio  sotterraneo. Il nipote intanto  osservava l’arredamento, fra i tanti oggetti  vi era anche un pianoforte, lasciato lì probabilmente dall’anziana signora S.…
Poi il  Professore  li fece accomodare nientemeno che nello studio sotterraneo. Soltanto lo studio stesso trasmetteva un grande fascino. Non era disordinato affatto, molte però  le carte geografiche appese al muro, anche astronomiche. Trascorsi due minuti, un bellissimo pappagallo cominciò a dire due parole, :” Professore, Professore.-“: il gruppo rimase meravigliato e successivamente tutti risero. Poi inspiegabilmente, cosa senza precedenti disse :”- Gabriele, c’è suo nipote, Gabriele…-“: tutte e cinque le persone presenti, sorrisero senza però ridere. Riccardo osservò il verde e giallo animale.
 Poi il loro sguardo si posò su di una parte, lateralmente sulla  sinistra, lì appariva  la  grande novità scientifica: la Macchina del Tele-trasporto.
 Il gruppo rimase in silenzio per una diecina di minuti, osservando tutto ciò che era da guardare, analizzando da vicino proprio la stessa Macchina. Questa trasmetteva una carica forte d’energia ma anche di mistero. Attraeva anche per la forma. Aveva le caratteristiche di una macchina da formula uno. Poteva contenere massimo quattro persone.
 I quattro, nonostante fossero emozionatissimi, come comprensibile, rivolsero tuttavia allo scienziato alcune domande. Nacque una interessante ed  intensa  discussione. Il Professore cominciò il suo racconto, descrivendo un po’ la propria vita, per poi narrare i giorni ed i momenti del lavoro scientifico.  Non ci volle molto per capire che sarebbero oramai  entrati a far parte della storia, più precisamente della storia della fantascienza. Quelli che una volta erano una ribelle compagnia d’amici, di sognatori adesso avrebbe potuto  appartenere alla Storia, nel bene e nel male. I sogni divenivano realtà…
Sapevano che se la notizia fosse stata diffusa il Professore sarebbe  diventato famoso. Avrebbe sicuramente ricevuto un premio.
 Però prima di tutto dovevano utilizzarla, sperimentarla. Ma come, quando ?
 Gabriele, avanzò l’ipotesi, plausibile di effettuare un viaggio, o  meglio un viaggietto. Anche per dimostrare del tutto e a tutti il lavoro del Professore.
Montarono in quattro, il Professore, il Mago, Gabriele e Giorgio. Come ho detto la Macchina, invenzione dello zio di Gabriele, non effettuava viaggi nel tempo, ma nei luoghi più diversi, sii.
Decisero di provarla e indirizzarono il viaggio proprio, nella Villa di campagna dove Riccardo, l’odierno Mago aveva vissuto, per superare la crisi interiore. Era passato molto tempo. Apparvero nel giardino della Villa, dove a potare le rose vi era proprio il biscugino di Riccardo: Antonio. Quest’ultimo all’inizio rimase sbalordito ed esterefatto. Poi riconobbe l’”allievo” e tutti e cinque risero, abbracciandosi.
I quattro avventurieri spiegarono tutto, per filo e per segno, la loro vicenda. Lo stesso Professore parlò molto. Antonio li mostrò la Villa, che lui manteneva benissimo.
Poi tornarono sull’Isola Nascosta.
Naturalmente nei prevedibili viaggi, gli avventurieri potevano anche restare invisibili, non venire notati e magari scattare foto oppure video.
 Il gruppetto, dopo tutto si congratulò ancora calorosamente con il Professore, che dal canto suo felicissimo gli offrì del thè ed alcune caramelle. Rimasero un po’ di tempo insieme.
 Ecco come il Mago, riusciva a conoscere l’altro grande personaggio, Il Professore. Adesso, si adesso, i loro occhi luccicavano di energia, si guardavano, coglievano i pensieri della mente.

FINALE

Da quel viaggio sull’Isola e l ‘altro nella Villa, trascorsero alcuni anni, ma poco tempo dopo  la scoperta venne  resa pubblica ed il gruppetto di quattro amici più il Professore divenne famoso, in tutto il mondo. I giornali di  mezzo mondo diffusero la notizia. Dunque accadde che Gabriele contattasse un amico giornalista, che già conosceva dai tempi delle Compagnie. A lui spiegò tutto. Narrò del sogno, della conoscenza dello zio : Il famoso Professore dell’isola Nascosta. Il quale giornalista, lo ringrazio e entusiasmato fece a Gabriele ulteriori domande. Pensava anche  come la stessa storia avrebbe potuto essere sicuramente scritta, tutto quello raccontato dal nipote Gabriele poteva benissimo diventare un libro, un romanzo vero e proprio. Ma ancora questo progetto rimaneva un sogno. Probabilmente però avrebbe, sicuramente potuto avverarsi.
Marco il giornalista comunque sia, seguendo le indicazioni del  vecchio amico scrisse un articolo eccezionale, che in molti lessero. Così  diventarono famosi…
Dopo il momento iniziale, dove divennero famosi, ancora curiosi di tutto quello che stava accadendo, vogliosi di sperimentare altro ancora,  decisero di rivedersi insieme. Così si misero d’accordo nel tornare con l’aereo, sull’Isola Nascosta, si proprio lì, sulle scogliere. Una volta luogo di lavoro, meditazione e ammirazione del grande Professore.
 Era inverno, in Italia. Appena già cominciato l’inverno, faceva freddo, si stava bene in casa.
I quattro si ritrovarono a casa di Gabriele, per discutere dell’imminente viaggio.
Sembrava come fossero guidati dal Destino verso un qualcosa di avventuroso, magico. Dai ritrovi nei boschi erano passati alle spiagge di R. Poi al primo viaggio sull’Isola, dove al centro di tutti rimase la conoscenza della prima macchina per il Tele-Trasporto. Poi la fama.
Effettuato il volo in aereo, arrivarono sull’Isola e la prima cosa che fecero rimase quella di soffermarsi ancora una volta sul panorama, bellissimo…
 Arrivati sull’Isola, si diressero sulle scogliere. Tutto era suggestivo; restarono senza parole, emozionati, attratti dall’energia che vi era.
Ad un certo momento da lontano si notava un’imbarcazione, adibita a trasportare passeggeri. Una nave da crociera. Nessuno di loro poteva saperlo, ma lì vi viaggiava nientemeno che Anna, un tempo amica di Laura moglie di Riccardo.
Gabriele stava per addormentarsi, mentre la notte scendeva. Il colore della luna argentata cominciava ad illuminare la spiaggia, gli scogli, il burrascoso mare, che brillava e lasciava dentro la sensazione di nostalgia, non irrazionale. Chissà forse cominciava per loro un successivo periodo di amicizia e non solo, di arricchimento, soddisfazione e continua ammirazione della natura.
Altro non sappiamo:  potrebbe essere che insieme impiegassero il tempo utilizzando la Macchina acquistando sempre maggior fama e ricchezza interiore.
Forse anche adesso, in questo momento staranno viaggiando; potranno  essere ovunque.  Soddisfatti del consiglio del Mago e  della scoperta del grande Professore …

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