Il Garibaldi divergente

Di Massimo Acciai Baggiani

Tra le ucronie italiane, una delle più interessanti è senza dubbio quella che riguarda la partecipazione di Giuseppe Garibaldi alle vicende della guerra civile americana. La battaglia epocale di Gettysburg, del 1863, ha ispirato Pierfrancesco Prosperi, veterano della fantascienza nostrana, per un paio di romanzi basati su un fatto storico reale – la richiesta, da parte di Lincoln, rivolta all’Eroe dei Due Mondi, di partecipare alla guerra contro gli stati del Sud, per la liberazione degli schiavi. Si tratta di un ciclo di due opere – Garibaldi a Gettysburg e Ritorno a Gettysburg – scritte a molti anni di distanza (il primo è stato pubblicato in origine nel 1993 da Editrice Nord) e riuniti in un numero di Urania Collezione (il 206, del marzo 2020, giusto all’inizio del lockdown); l’intervento di Garibaldi nella storia americana non ottiene, nell’ipotesi allostorica di Prosperi, l’effetto desiderato, anzi contribuisce involontariamente alla vittoria della Confederazione e al ribaltamento della Storia. A farne le spese, tra gli altri, il protagonista del ciclo ucronico: Andrea Venier, professore veneziano, che si ritrova catapultato in una realtà per lui da incubo, con Veneto e Trentino ancora sotto la dominazione austriaca, in un 1993 alternativo che però non presenta aspetti negativi (anzi: non si vedono cartacce a giro e, grazie all’efficienza teutonica, il MOSE funziona già perfettamente dagli anni Sessanta, salvando la città dall’acqua alta).

Andrea Venier però riscopre la sua vena patriottica e non ci sta: farà di tutto per ripristinare il “normale” corso della storia, che ha causato in effetti conseguenze negative negli USA, unificati sotto la bandiera sudista, dove ancora esiste una forma di “libertà limitata” basata sul colore della pelle. Ad aiutarlo ci penserà Pierfrancesco Felici (il nome ammicca all’autore stesso), scrittore per l’appunto di ucronie, che gli consiglierà di tornare negli USA. Nel frattempo Venier viene preso di mira dai servizi segreti austriaci e poi da quelli americani, entrando in un intrigo internazionale degno di Hitchcock. Riuscirà a rimettere la Storia sui giusti binari e ad uscirne vivo? E qual è il ruolo dei nazisti in questa curiosa guerra combattuta con le macchine del tempo?

Lascio le risposte ai lettori. Prosperi si conferma un grande narratore, molto accurato nei dettagli storici, con uno stile avvincente, in cui non manca l’ironia, ricco di colpi di scena ed azione. La lettura di questo ciclo mi ha fatto inevitabilmente pensare a un’altra opera costruita attorno a un’altra grande figura storica italiana che ha influenzato la storia del continente americano: il Cristoforo Colombo “divergente” di Carlo Menzinger[1], altro maestro della ucronia nostrana che non a caso è in buoni rapporti con Prosperi.

Di Pierfrancesco Prosperi ho avuto il piacere di leggere e recensire anche altri romanzi ascrivibili al fantastico e al thriller: Vlad 3.0 (Porto Seguro, 2019) e Annihilation (Helicon, 2020). Vale la pena leggere anche questi.

Firenze, 18 gennaio 2021

Bibliografia Prosperi P., Garibaldi a Gettysburg. Ritorno a Gettisburg, Milano, Mondadori, 2020.


[1] Menzinger C., Il Colombo divergente, Genova, Liberodiscrivere, 2001.

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