Massimo Acciai Baggiani: Architettura dell’Ucronia, Invito alla lettura di Pierfrancesco Prosperi.

E’ sicuramente utile il volume che Massimo Acciai Baggiani dedica ad uno speciale scrittore quale è Pierfrancesco Prosperi che rappresenta, indubbiamente, uno dei più prestigiosi e prolifici scrittori tra quelli appartenenti al Gruppo Scrittori Firenze. E, per essere, più precisi, è uno più dei originale e prolifici tra gli scrittori italiani di fantascienza e ucronia, senza dimenticare le sue incursioni in fumetti di grande prestigioso come Topolino e Paperino e altri ancora. Prosperi, tra l’altro, non si è negato neppure qualche incursione nel genere giallo e nel romanzo fantasy! Per quanto riguarda la sua prolificità, basta dare una scorsa alla “Bibliografia completa e aggiornata”  di Pierfrancesco Prosperi che Massimo Acciai inserisce opportunamente a coronamento della interessante narrazione che fa dell’autore: oltre 150 racconti, più di 40 romanzi, tutti i generi praticati, un numero considerevole di case editrici utilizzate, dalla corrazzata Mondadori, alle cosiddette minori come “Tabula Fati” o “Porto Seguro”. Ma tutto questo non è sufficiente a delineare il valore e lo spessore di un tale autore. Per questo, giustamente, Acciai ha compiuto una scelta azzeccata, suddividendo il suo lavori in quattro parti. Si inizia così con un numero sufficientemente ampio di “inviti alla lettura” o recensioni di opere di Prosperi da parte di Acciai medesimo che spaziano dall’ultimo volume di fantascienza dell’autore, uscito per Porto Seguro (Vlad 3.0), al volume che Prosperi dedica, in forma di tecno-triller, ad Ettore Maiorana, per prseguire con il volume che lo stesso Prosperi dedica ai cinquanta racconti con cui auto-celebra i suoi cinquant’anni di carriera. Non mancano, in questa parte di introduzione all’opera di Prosperi, richiami ad opere su Garibaldi (Garibaldi a Gettysburg è sicuramente la prima opera che lo catapultò nell’olimpo dei grandi scrittori di ucronia italiani), come pure a Dante Alighieri, a Hitler a Napoleone.Con questa parte Acciai aiuta il lettore ad entrare nel mondo letterario di Prosperi e a rendersi conto  sia delle sue “qualità letterarie” che della forza innovativa che, con la fantascienza nostrana e con la capacità di padroneggiare l’ucronia, rigorosamente ancorata a puntuali contesti storici (anche se costruiti in “parallelo”), l’autore aretino porta nel panorama narrativo del nostro Paese. Incontrando, tra l’altro, quelli che, insieme a lui, saranno i maggiori rappresentanti di questi nuovi filoni narrativi. Di tali incontri e esperienze Acciai farà parlare direttamente lo stesso Propseri, con la lunga intervista che rappresenta anche la seconda parte di questo interessantissimo volume. Rinvio, per la ricchezza degli argomenti trattati e anche per la conoscenza più diretta degli aspetti più personali (sempre in chiave letteraria), alla lettura del testo e all franchezza delle risposte che Propoeri da alle puntuali domande di Massimo. Dico solo che si trovano lì anche molte considerazioni sulle difficoltà e sui limiti attuali che incontrano i generi da lui maggiormente frequentati come la fantascienza e l’ucronia nel nostro Paese, dove sono ancora molti che credono che solo in america o giù di lì siano “nati” scrittori adeguati al genere. Aggiungo solo che Prosperi, proprio per le sue esperienze  e per gli incoraggiamenti che gli sono venuti, tende a rivalutare il ruolo dei concorsi letterari per favorire lo sviluppo delle esperienze letterarie degli autori.La terza parte del libro è dedicata ad una selezione di racconti di Prosperi inediti o quasi e da lui stessi raccolti appositamente per questa pubblicazione. Garantisco, pur da profano del genere, che meritano l’attenzione e la soddisfazione del lettore!.L’utima parte, forse la più interessante, è dedicata ai contributi di autori (/che sono poi tra i maggiori autori del genere in Italia) all’opera e allo scrittore Pierfrancesco Prosperi. Dico la parte più interessante perchè, essendo molti di loro più o meno coetanei del Prosperi, ci riportano alle origini del genere, alle iniziative pionieristiche che, soprattutto dopo lo Sputnik e le meraviglie della concorrenza nei cieli, fiorirono ad opera di un ristretto gruppo di appassionati della fantascienza americana e già pronti a costruire l’ossatura del genere anche nel nostro Paese. Nascono così, insieme alle Fanzine (o dattiloscritti) riviste di nicchia come “Oltre il cielo”, “Galassia” “Roboto” per approdare alla bellissima seie di Urania dove arrivano anche da noi i maggiori scrittori di tutto il mondo. Sono tutti da leggere i contributi di questi autori come Donato Altomare, piuttosto che Carlo Bordoni, o Adalberto Cersosimo piuttosto che Gianfranco de Turris, per finire con Errico Passaro che celebra “l’eclettismo” di Prosperi ( i tanti generi che frequenta!) e la sua forza: “Prosperi è nel catalogo dei grandi editori, ma è anche e soprattutto il fiore all’occhiello di tanti marchi minori disdegnati da scribi con la puzza sotto il naso.Questo è il suo segreto, questo il suo esempio”Ho lasciato in fondo il contributo di uno che certamente di altra generazione rispetto a Prosperi, Carlo Menzinger di Preussenthal, ma che è sicuramente, tra tutti gli scrittori del GSF e non solo, quello che più di altri ne sta seguendo le orme con indubbie qualità soprattutto nel genere ucronico e che, come dimostrato da tanti suoi lavori, compreso l’ultimo realizzato Proprio con Massimo Acciai Baggiani, “Psicosfera”, ha indubbie doti anche nella fantascienza. E’ interessante il breve dibattito sulle “corrette” caratteristiche dell’ucronia in rapporto alle reali vicende storiche, che Carlo ha con Prosperi e che esso stesso rappresenta un contributo di questo utilissimo volume. Dunque, per riprendere da dove ho cominciato, Massimo Acciai Baggiani ha fatto davvero una cosa utile dedicando questo volume a Prosperi. Ed è risultato un lavoro di grande interesse. Spero proprio di assistere ad una degna presentazione di questo prezioso volume in sede GSF, con la partecipazione diretta di Pierfrancesco Prosperi che, già noto a molti di noi, ora sappiamno quanto è stato utile per la crescita della letteratura nel nostro Paese e quanto è prezioso anche per la crescita culturale anche del nostro sodalizio.


Renato Campinoti

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