Affluenti

Di Massimo Acciai Baggiani

affluentiLunedì 27 luglio 2020 si è svolta la presentazione dell’antologia poetica Affluenti: volume secondo, presso la Limonaia di Villa Strozzi, a Firenze. Serata caldissima di una strana estate in cui aleggia ancora la presenza del Covid, sottolineata dalle mascherine obbligatorie, seppur abbassate visto che l’evento era all’aperto. Il pubblico ai tavolini era numeroso e formato non solo dai poeti presenti nell’antologia.

L’evento è stato organizzato e moderato dai due curatori del libro – i poeti fiorentini Marco Incardona ed Edoardo Olmi – nella splendida cornice del parco fiorentino, oasi verde nel traffico urbano. Sul palco si sono avvicendati vari poeti e “poete” in letture di testi tratti dalla stessa antologia. Io ho letto tre delle cinque vecchie liriche, risalenti a quando ancora mi definivo “poeta” – questo libro esce a due anni dalla mia spontanea rinuncia a questo altisonante titolo – e precisamente Mon pays, Lasciatemi in pace e Momenti. Erano presenti altri artisti che conosco di persona, quali la cantautrice Chiara White (da me intervistata all’uscita del suo album biancoinascoltato) che ha inserito nell’antologia il “seguito” della sua canzone Praga (città che ha incantato anche me, durante il capodanno che vi ho trascorso con la mia ex), e la scrittrice Sara Moran (conosciuta quando ero editor di Porto Seguro).

Tra i trenta autori antologizzati troviamo molti nomi stranieri (Barbara Serdakowski, Mikica Pindžo, Barbara Pumhösel, Lee Foust, Eva Taylor, eccetera), con testi bilingui: non a caso Marco Incardona, nella sua introduzione, mette in luce la globalizzazione che anche una città come Firenze sta vivendo attualmente a livello culturale. Condivido l’impostazione internazionale dell’antologia e sono felice di essere uno degli “affluenti” di questo secondo volume, uscito a quattro anni di distanza dal primo, che partendo dal locale (la mia città) si apre al mondo.

Firenze, 28 luglio 2020

affluenti pres

Da sinistra: Marco Incardona, Massimo Acciai Baggiani, Edoardo Olmi

Bibliografia

AA.VV, Affluenti: volume secondo, Roma, Ensemble, 2020.

Mon pays

La geografia del cuore
non segue linee né confini:
vi son luoghi vicini e lontani
dove ho posato sguardi e respiri.
Non all’Italia,
a Firenze o al quartiere
volgo il pensiero
ma al vero aspetto
del cielo notturno
che è ovunque uguale
e ovunque m’accoglie
e non coglie distingui
continui sulla carta;
è mille contorni che abbraccio
con gli occhi,
è mille ritorni e nomi che vissi.

Firenze, 7 ventoso dell’anno XXXVIII (25 febbraio 2010)

Lasciatemi in pace

Lasciatemi in pace
Non lo vedete quanto sono stanco?
Lasciatemi qui
Come una cosa qualunque
Appoggiata sulla terra.
Vi lascio alle vostre corse
Alle vostre lotte
Io per oggi stacco.
Sento i miliardi di anni nel mio DNA,
La gravità che mi lega dolcemente al suolo,
Le molecole che scivolano le une sulle altre
E ancora mi piace immergermi nell’oblio.

Firenze, 22 germile dell’anno CCXIX (11 aprile 2011)

Momenti

Ci sarebbero tante cose
belle nella vita
atte a suscitar meraviglia;
anche la finestrella di un cesso universitario
che incornicia un cielo azzurro
può riportare la mente a giorni più sereni
passati per sempre.
Anche un rumore
che risuona in una vasta aula vuota
è qualcosa senza tempo
atavico.