Intervista a Fernando Stufano, autore di “I Custodi di Arcadia”

A cura di Massimo Acciai Baggiani

La seguente intervista a Fernando Stufano, autore di I Custodi di Arcadia, si svolge tramite mail nel mese di settembre 2020. Ho conosciuto Stufano tramite una pubblicità su un gruppo Facebook dedicato alla scrittura e ho letto con grande piacere il suo thriller, a cui ho dedicato una recensione.

Mi puoi parlare dei tuoi studi, della tua formazione culturale?

I miei studi ufficiali sono di orientamento tecnico commerciale avendo frequentato l’ITC per Ragionieri Programmatori e infine informatico per il mio lavoro di IT SEO, ma questo per la vita aziendale, mentre per quella dell’anima e dello spirito, ho avuto una formazione classica letteraria e artistica privata grazie anche alla grande Cultura di mio padre Ufficiale della Marina Militare e mia madre docente d’arte.

Quale peso ha il retroterra culturale nella creazione letteraria?

Secondo me è determinante. Ho vissuto a Roma per 10 anni e non erano 10 anni qualunque ma quelli di un bimbo che va alle elementari poi alle medie, quindi quelli formativi, dove si assorbe ogni grandezza e bellezza dei luoghi in cui vieni a contatto in questo caso la Capitale. Anche grazie alle sensibilità dei miei genitori che non ci facevano mancare nulla, dal teatro con le opere liriche eseguite alle terme di Caracalla a concerti musicali, dalle mostre alle visite ai musei vaticani e tutti i luoghi caratteristici della città eterna.

Quando e come hai iniziato a scrivere?

Fin da piccolo con storie di fantasia, ma questo romanzo l’ho composto in 6 lunghi anni. Di notte quando potevo o nei ritagli di tempo.

Quali sono stati i tuoi modelli, gli autori che hai amato di più, che hanno contribuito a formare il tuo stile?

Non ho seguito un modello specifico, ma nella mia personale biblioteca non mancano saggi, romanzi e opere di letteratura come le grandi firme del calibro di Stephen King o Dan Brawn.

Quanto conta l’ispirazione, quanto la tecnica?

Secondo me il motore animico e motivatore è l’ispirazione, la tecnica poi è la capacità di dominare e veicolare la potenza di quel motore.

Partiamo dal tuo romanzo, I Custodi di Arcadia. Com’è nata l’idea? Che dire del lavoro di ricerca che sta dietro il romanzo? Quanto tempo ha richiesto la stesura?

L’idea è nata già da molto tempo fa, quando nei primi anni duemila alcuni ricercatori trovarono una precisissima correlazione con le piramidi di Giza alle stelle della cintura di Orione. Quando non c’era Facebook la mia bacheca era un quadernone dove incollavo tutti i ritagli di Focus o Misteri in cui si parlava delle teorie sul GAP evolutivo che ha l’uomo, quindi il mistero dei geni HAR1, indizi di tecnologie raffinate nel passato e infine la miccia con detonatore, la riflessione sul sangue Anti Rhesus ancora un mistero genetico dato che su 612 specie di primati sulla Terra, solo l’uomo ha una quota minima di individui che non hanno i geni Rhesus. Quindi sono Rh- negativi. Per la stesura come già accennato, ho impiegato 6 anni.

Nel tuo romanzo l’amore riveste un ruolo centrale: cos’è per te l’amore? Che definizione ne daresti?

Per me l’Amore è tutto ciò che non è esclusione o derisione. L’Amore quindi è una dimensione a cui non tutti riescono ad accedervi, non perché vi siano cancelli o confini, ma perché l’amore per il potere, per le apparenze e altro, in alcuni, prevale più di tutto il resto.

Hai pensato ad una trasposizione cinematografica? In caso affermativo, quali attori e attrici vedresti bene nei vari ruoli principali?

Non credo che ad una domanda simile qualsivoglia autore risponda di no, peccherebbe di ipocrisia secondo me. Il punto è quanto adatta sarebbe un’opera per tale trasposizione? Per quanto riguarda i Custodi di Arcadia ho immaginato prima le scene proprio come in un film, aiutandomi anche con l’ascolto di brani musicali, poi ho creato bozzetti a matita in una sorta di Story board, e infine il testo, quindi per me nella mia mente il FILM esiste già. Se dovessi pensare (immaginare) ad attori italiani mi prendo un attimo di tempo, se invece dovessi immaginare attori stranieri è difficilotto perché dovrebbero essere giovani trentenni (o apparentemente tali) e giovani attori non ne conosco molti. Se devo considerare quelli della mia generazione vedo Ben affleck nei ruoli di Arthur, Anthony Hopkins nei ruoli di Bergherfur (o Big F). Per esempio Verena la vedrei molto bene con Diane Kruger. Ester rimane il mistero, magari un’attrice esordiente sconosciuta.

Progetti per il futuro?

Sono attualmente impegnato a diffonderlo sul territorio nazionale quanto più possibile, ho in mente un nuovo thriller con ambientazioni esterne alla terra. In una base USA segreta e abbandonata in orbita lunare come incipit ma sempre collegato ad eventi occorsi sulla terra. Anche artisticamente sto seguendo un percorso di visibilità e partecipazione ad importanti premi e riconoscimenti internazionali.

I Custodi di Arcadia: un thriller genetico

Di Massimo Acciai Baggiani

Fernando Stufano dimostra, come se ce ne fosse bisogno, che il thriller colto di qualità non è appannaggio solo di scrittori di oltreoceano. In I custodi di Arcadia l’autore ha creato un meccanismo narrativo perfetto, raffinatissimo, che spazia tra genetica, teoria degli antichi astronauti, mitologia, storia, arte, spiritualità, linguistica e nazismo che fanno da sfondo al tema centrale di questo ambizioso romanzo: l’eterna lotta tra il Bene e il Male. Con uno stile chiaro, preciso, avvincente come il miglior Dan Brown, Stufano narra una storia ricca di colpi di scena: una storia di morte e d’amore, che parte da lontano, proponendo suggestive ipotesi sull’origine dell’umanità.

La trama è complessa ma non confusa. In una frenetica corsa contro il tempo, Ester, la giovane protagonista sofferente di una misteriosa forma di amnesia, tenta di salvare la vita alla sua migliore amica, entrando in una battaglia molto più ampia, di portata cosmica.

Di quest’opera ho apprezzato, oltre al notevole lavoro di ricerca che collega tra loro una grande quantità di nozioni scientifiche e spirituali, l’originalità dell’idea di una guerra di proporzioni planetarie che si combatte attraverso il sangue: e più non dico per non spoilerare. Ne consiglio vivamente la lettura agli appassionati di misteri, di complotti, di archeologia “eretica”, ma anche a chi ama l’azione e la suspense. Penso che questo libro abbia tutte le carte in regola per un vasto successo di pubblico e, perché no?, per una seria trasposizione cinematografica che vedrei molto bene.

Firenze, 15 settembre 2020

Bibliografia

Stufano F., I custodi di Arcadia, Eremon edizioni, 2020.