Antonim Artaud Jacques Derrida: Il soffio invisibile del desiderio

Di Apostolos Apostolou

derrida 1Antonin Artaud (Marsiglia, 4 settembre 1896 – Ivry-sur-Seine, 4 marzo 1948) è stato un drammaturgo, attore, saggista e regista teatrale francese. Non era solo un attore, un regista, un poeta, ma anche un sogno lui stesso dentro il sogno. Era lo splendore della splendida trasparenza. Era una forma pura della scrittura e insieme la nudità della forma. Era l’affascinante amaro della vita, la domanda  senza risposta. All’età di quattro anni, Antonin Artaud fu colpito da una grave forma di meningite, alla quale furono attribuiti tutti i problemi neurologici di cui Artaud soffrì in seguito, in particolare crisi di nevralgia, balbuzie ed episodi di depressione grave.

Sosteneva che il mondo è sempre alla mercé della bugia potente.  Che cosa rimane dalla bugia? Il pensiero i prologhi che sono esauriti. «Il pensiero mi abbandona a tutti i livelli. Dalla pura essenza del pensiero fino al fatto esteriore della sua materializzazione attraverso le parole. Parole, forme di frasi, direzioni interiori del pensiero, reazioni semplici dello spirito, sono alla costante ricerca del mio essere intellettuale». Il mio essere intellettuale che cosa è ? La perdita.  Che altro è? Il momento in cui la fantasia liberata dal senso particolare della realtà si leva  verticalmente al sussurro melodioso delle onde vita.  Scrive: «a uno sprofondamento centrale dell’anima, a una specie di erosione, essenziale e insieme fugace, del pensiero […]. Dunque c’è un qualcosa che distrugge il mio pensiero; un qualcosa che non mi impedisce di essere ciò che potrei essere, ma che mi lascia, se posso dire, in sospeso. Un qualcosa di furtivo che mi toglie le parole che ho trovato» (A. Artaud, lettera del 29 gennaio 1924, in Correspondance avec Jacques Rivière, in Œuvres complètes, Paris, Gallimard, 1956-1994 (d’ora in poi abbreviato in Œ. C. e seguito dal numero del volume).

Ci sono molti amici di Antonim Artaud. Amici affascinati dalla voce del sogno del soffio invisibile di Antonim Artaud. Un amico era Derrida che credeva che ogni spirito profondo ha bisogno di una maschera  e Antonim Artaud  splende sulla volta della maschera. Secondo Derrida, Antonim Artaud non cerca qualche sistemazione definitiva della faccenda che si chiama arte, letteratura, pensiero. «Artaud non tenta né un rinnovamento, né una critica, e neppure rimette in discussione il teatro classico: egli intende distruggere in modo effettivo, attivo e non teorico, la civiltà occidentale, le sue religioni, la totalità della filosofia che fornisce le basi e lo scenario al teatro tradizionale» La parole soufflée, cit., pp. 281-283. «Artaud ha dunque il merito di ricordarci le difficoltà in cui si imbatte chiunque tenti di pensare altrimenti, perché «la trasgressione della metafisica […] rischia sempre di tornare alla metafisica» La parole soufflée, cit., p. 292. Non esiste la necessità di dar forma alla sua forma più profonda perché non esiste un senso della necessità. Sempre esiste un tempo segreto della vita come condannata felicità.  Come scrive Derrida, Artaud accetta un corpo anti-logico, anti-filosofico, anti-intellettuale,anti-dialettico.

Scrive Derrida: «il soggettile chi è sopporta (souffle) tutto senza soffrire (souffrir). Dunque senza lamentarsi. Partisce, ma resta impassibile. Accetta e riceve tutto, come un ricettacolo universale. (Derrida Antonin Artaud –Forsennare il soggettive.» Edizione A ABSCONDITA, a cur a di Alfonso Cariolato Jacques.) E poi scrive Derrida: « Visto che raffigura anche il luogo, il posto, di tutte le figure, pensiamo alla chora del Timeo. il soggettile raffigura l’ Altro, o meglio, l’ Altro divenuto parte avversa, l’ opposto supposto , luogo portatore di tutti i sottosposti, i succubi e gli incubi, rappresenti di tutti i rappresentanti della violazione da contrastare.»

Artaud sta sul limite scrive Derrida. «Non tanto sul limite di quella distruzione della civiltà occidentale che Artaud perseguiva in opposizione a quella che chiamava l’ espropriazione teologica e dunque contro il corpo ridotto a organismo e diventato mera giacenza morta, materiale, sottoposta; ma il limite proprio di ogni distruzione, la quale resta implacabilmente all’ interno di quanto intende distruggere.» (Derrida Antonin Artaud –Forsennare il soggettive.» Edizione A ABSCONDITA, a cur a di Alfonso Cariolato Jacques.)

La prontezza creativa secondo di Artaud è una preparazione, esiste nel primo bagliore. Nessuna metafisica non ha senso, solo la metafisica del corpo esiste che è una metafisica che esprime quello che non ancora e tuttavia si. Il corpo secondo Artaud giace tra le righe aspettando pazientemente colui che darà la risposta.

Apostolos Apostolou
Scrittore e Docente di Filosofia.