Nel futuro che ci attende

Di Massimo Acciai Baggiani

romanin«Chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza» recita un celebre canto carnascialesco. In effetti poche sono le certezze sul nostro futuro personale, come su quello della razza umana, ma qualcosa si può affermarlo con ragionevole probabilità: se l’umanità continua su questa strada ha i giorni contati. D’accordo, non saranno giorni, neppure anni, ma si potrebbe trattare di decenni. Il monito viene dagli scienziati, a cui fa eco la letteratura più recente. Negli ultimi tempi è nato un nuovo genere narrativo denominato climate fiction: si tratta di un filone praticato da autori molto preparati sugli argomenti ecologici e ambientali, basato su serie ricerche scientifiche, e perciò ancora più inquietante: un’opera di tal genere ha le caratteristiche della profezia catastrofica e della distopia, e spesso è corredata da una bibliografia specialistica che la lega all’attualità.

Altra caratteristica comune alla climate fiction: è quasi sempre ambientata in un futuro prossimo, tanto vicino da riguardare non solo la prossima generazione ma perfino molti di noi lettori. Autori di best seller vi si sono dedicati, ne abbiamo interessanti esempi anche in Italia: conosco autori che portano avanti il loro messaggio ecologista attraverso i loro romanzi e racconti, come Carlo Menzinger, Piero Dolara, Gianni Marucelli e Francesco Verso. Alla fine di quest’anno dovrebbe anche uscire Psicosfera, romanzo scritto a quattro mani, da me e Carlo Menzinger, sempre su tematiche ambientiali-fantascientifiche. Ultimamente a queste conoscenze personali si è aggiunta un’altra paladina del nostro pianeta: la ferrarese Angelica Romanin, autrice di Nel futuro che ci attende, romanzo fantascientifico uscito quest’anno, ai tempi del Covid.

Si tratta di un romanzo appassionante, con un finale a sorpresa. Il tema è quello della prossima estinzione dell’umanità, ma il punto di vista non è quello che il lettore viene portato a credere. La storia inizia dal ritrovamento, tra i ghiacci antartici, di un manufatto antichissimo e misterioso, che parla di una catastrofe antidiluviana. L’idea alla base ricorda molto quella di Robin Cook nel romanzo Esperimento; la Romanin non esce comunque male dal confronto con lo scrittore americano, la sua opera ha una sua originalità, è ben scritta e soprattutto ha molti più richiami all’attualità. Confesso di averla letta non senza un certo turbamento: l’Uomo sembra non imparare mai dai propri errori, cieco ai campanelli d’allarme lanciati dalla scienza – la stessa in parte responsabile del disastro ma al tempo stesso possibile soluzione se usata con buonsenso –, eppure non tutte le speranze sono perdute, il punto di non ritorno non è stato raggiunto. Dipende tutto da noi, da cosa faremo, o non faremo, nei prossimi anni.

A partire da adesso.

Firenze, 4 giugno 2020

Bibliografia

  • Cook R., Esperimento, Milano, Sperling & Kupfer, 2000.
  • Dolara P., L’ultimo rifugio, Firenze, Porto Seguro, 2019.
  • Menzinger C., Apocalissi Fiorentine, Chieti, Tabula Fati, 2019.
  • Romanin A., Nel futuro che ci attende, autopubblicazione, 2020.
  • Verso F., Paura R., Antropocene – L’umanità come forza geologica, Future Fiction, 2018.

Undici novelle e cinque racconti di Gianni Marucelli

Di Massimo Acciai Baggiani

marucelliTra le scoperte libresche di questa quarantena, che da una parte mi ha dato tanto tempo per rimettermi in pari con i libri rimasti indietro, c’è una deliziosa raccolta di racconti il cui titolo mi ha colpito subito (i titoli sono importanti): Undici novelle per l’ora del tè e altri racconti. Un po’ perché amo prendere il tè mentre leggo[1], un po’ perché è un titolo che incuriosisce (che tipo di racconti sono adatti all’ora del tè?), mi sono messo a leggerlo e l’ho finito appunto nell’intervallo di due tè (ossia due giorni).

L’autore è Gianni Marucelli, da cui ho avuto in dono il libro. Si tratta di un signore fiorentino che si divide tra gli interessi letterari e saggistici e l’attivismo ambientalista (è infatti direttore della rivista «L’Uomo, l’Italia, l’Ambiente», organo dell’associazione Pro Natura: rivista a cui collaboro anch’io): l’ho conosciuto tramite il comune amico Carlo Menzinger agli incontri alla Laurenziana del GSF[2] e alle presentazioni letterarie presso la Allianz Bank[3]. L’interesse per le tematiche ambientali unisce Marucelli e Menzinger ed è presente nella narrativa di entrambi gli autori.

Si tratta di testi molto vari, ambientati nel passato e nel futuro, che spaziano tra la favola e la fantascienza; lo stile è agile, scorrevole, accattivante. Anche la lunghezza dei singoli testi è varia: alcuni sono brevissimi, altri più articolati. Vediamo dunque nel dettaglio queste undici novelle (prima parte) e cinque racconti (seconda parte), almeno quelli che ho trovato più interessanti.

Il libro si apre con una sorta di frammento apocrifo della vita di Gesù: un Gesù inedito, animalista, coerente con il suo messaggio di amore per tutte le creature. Giuliana invece ci presenta una storia inquietante, paranormale: è un racconto lungo, che attraversa molti anni. Tra le storie più “animaliste” mi è piaciuta molto Fata Dorina e i suoi angeli, e non poteva essere altrimenti per un gattofilo come me: gli “angeli” felini del racconto sono tenerissimi e aprono il cuore. La seconda parte presenta più vicende fantascientifiche: la visione del futuro di Marucelli si accorda con quella di Menzinger; entrambe sono piuttosto pessimistiche. L’Uomo, ci mettono in guardia entrambi gli autori, finirà col rovinare il pianeta a causa della sua ottusità e avidità. Io voglio sperare che l’Umanità sappia ravvedersi a tempo e creare un mondo migliore; nelle mie opere sono sempre stato più portato per l’utopia piuttosto che per la distopia, come i miei colleghi. Il gatto è un racconto molto rappresentativo in tal senso: questa umanità disperata, ridotta a vivere nel sottosuolo che si contende con i ratti, è una metafora agghiacciante di ciò che ci aspetta se non cambiamo paradigma mentale. Ma la speranza non manca mai, ed è nei bambini, nelle nuove generazioni, capaci ancora di sognare.

Firenze, 7 maggio 2020

Vedi anche la recensione di Carlo Menzinger.

Bibliografia

Marucelli G., Undici novelle per l’ora del tè e altri racconti, Genova, Liberodiscrivere, 2012.

Note

[1] Tè verde deteinato, con qualche goccia di dolcificante, con biscotti integrali o fette biscottate spalmate di marmellata (questa la mia merenda).

[2] Il Gruppo Scrittori Firenze si è riunito periodicamente all’ASD Laurenziana tra maggio 2019 e febbraio 2020.

[3] Dove tra l’altro ho presentato il libro di Menzinger Apocalissi fiorentine (Tabula Fati, 2020).