In memoria di Giovanni Benocci (alias Giovanni Stefano Savino)

Giovanni Paolo II, il papa polacco, gli aveva profetizzato che sarebbe arrivato a cent’anni; ha mancato di poco quel traguardo, Giovanni Benocci, spentosi ieri a Firenze all’età comunque ragguardevole di 98 anni. Nato nel 1920, Giovanni Benocci ha iniziato a scrivere poesie in tarda età e, come a recuperare il tempo, ne ha scritte tantissime, pubblicando molti volumi presso le Edizioni Gazebo, dal 1993 ai nostri giorni, firmandosi come Giovanni Stefano Savino. È stato molto amico di Mariella Bettarini e Gabriella Maleti, con cui ha scritto e pubblicato un Trialogo. Grazie a questa amicizia ho conosciuto il poeta, autore anche di articoli sulla musica classica che sono poi stati raccolti e pubblicati, sempre con Gazebo, in Schegge di vita e d’arte. Quegli scritti risalivano a diversi anni prima, contemporanei allo scambio epistolare tra il laico Giovanni e l’omonimo papa, con cui era in rapporto di amicizia. Ricordo le giornate passate sul pc a trascrivere i suoi dattiloscritti e poi le mattinate a casa sua, abbarbicata sulla via Bolognese (quante scale per arrivarvi…), per correggere le bozze da me poi impaginate. Un lavoro che mi ha permesso di conoscere meglio questo personaggio che tanto ha visto della storia del passato secolo: un uomo gentile, coltissimo ma modesto: ha lasciato moltissimi versi inediti e il famoso epistolario scambiato col pontefice che, se pubblicato, sarebbe di grande interesse per gli storici. Soprattutto lascia un vuoto nei cuori di chi l’ha conosciuto e ha goduto della sua amicizia.

Firenze, 16 novembre 2018