Lista di 150 album musicali che mi porterei sull’isola deserta (non in ordine di importanza)

Di Massimo Acciai Baggiani

1-29) Tutti gli album di inediti dei Pooh

30) Pooh: 25 la nostra storia

31-44) Tutti gli album di inediti dei Queen (eccetto Flash Gordon)

45) Pink Floyd: Ummagumma

46) Pink Floyd: Atom Heart Mother

47) Pink Floyd: The Dark Side of the Moon

48) Pink Floyd: Wish You Were Here

49) Pink Floyd: Animals

50) Pink Floyd: The Division Bell

51-58) Genesis: gli album inediti da Trespass a …And Then There Were Three…

59) Banco del Muto Soccorso: Banco del Mutuo Soccorso

60) Banco del Muto Soccorso: Darwin!

61) Banco del Muto Soccorso: Io sono nato libero

62) Banco del Muto Soccorso: Come in un’ultima cena

63) Banco del Muto Soccorso: Canto di primavera

64) Banco del Muto Soccorso: Non mettere le dita nel naso

65) Banco del Muto Soccorso: Il 13

66) Le Orme: Amico di ieri

67) Le Orme: Felona e Sorona

68) Le Orme: L’infinito

69) Premiata Forneria Marconi: Storia di un minuto

70) Premiata Forneria Marconi: Per un amico

71) Francesco Guccini: L’isola non trovata

72) Francesco Guccini: Radici

73) Francesco Guccini: Via Paolo Fabbri 43

74) Francesco Guccini: Amerigo

75) Francesco Guccini: Metropolis

76) Francesco Guccini: Guccini

77) Edoardo Bennato: Sono solo canzonette

78) Riccardo Fogli: Mondo

79) Abba: The Definitive Collection

80) David Bowie: Space Oddity

81) Elton John: Greatest Hits 1970 – 2002

82-83) Beatles: 1962-1966 e 1967-1970

84) Baustelle: La moda del lento

85) Le Vibrazioni: Come far nascere un fiore

86) Lucio Battisti: Emozioni

87) Lucio Dalla: Cambio

88) Alejandro Sanz: Más

89) King Crimson: Island

90-118) Tutti gli album di inediti di Mike Oldfield

119) Cesare Cremonini: Bagus

120-123) Tutti gli album inediti dei Transatlantic

124-125) Neal Morse: Testimony 1 e 2

126) Neal Morse: One

127) Neal Morse: Sola Scriptura

128) Neal Morse: Lifeline

129) Neal Morse: Momentum

130) The Neal Morse Band: The Grand Experiment

131) The Neal Morse Band: The Similitude of a Dream

132) The Neal Morse Band: The Great Adventure

133-138) Primi sei album di inediti dei Renaissance

139) Emerson, Lake & Palmer: Fanfare for the Common Man – The Anthology

140) Haven’s Magic: Attraverso il cielo

141-142) Claudio Rocchi: Volo magico n. 1 e 2

143) Claudio Rocchi e Paolo Tofani: Un gusto superiore

144) Genesis: We Can’t Dance

145) Vangelis: L’Apocalypse des Animaux

146) Vangelis: Blade Runner

147) Vangelis: Oceanic

148) 883: Gli anni

149) Roby Facchinetti: Fai col cuore

150) Red Canzian: Io & Red

Ascoltando le canzoni di Lorenzo Pini

Di Massimo Acciai Baggiani

lorenzo piniRecentemente ho scoperto con sorpresa e piacere che un mio ex compagno delle elementari ha intrapreso la carriera musicale. Si tratta di Lorenzo Pini, fiorentino come me, trapiantato nella terra lombarda, così duramente colpita dal Covid. Qualche mese prima della pandemia, Lorenzo aveva messo su Youtube i sei brani che compongono il suo primo album, Uno, tutti scritti e interpretati da lui: canzoni semplici ma non banali, arrangiate con la chitarra, strumento di cui Lorenzo è insegnante, che si inseriscono a buon diritto nella tradizione della musica d’autore italiana. Uno è un’opera piacevole da ascoltare in ogni occasione, ma ne consiglio un ascolto attento per cogliere la poesia delle parole dell’autore, il quale ha voluto giocare con i titoli della track-list che iniziano tutti con l’articolo indeterminativo (Un giorno all’improvviso, Un’ora in mezzo al mare, Una vecchia canzone, Un incontro per vivere, Una notte sola, Un uomo sulla terra) ripreso anche nel titolo dell’album. Un esordio senza dubbio interessante a cui è seguito il singolo Stanze, pubblicato su Youtube giusto qualche settimana fa.

Firenze, 4 luglio 2020

Suoni folktronici

Di Massimo Acciai Baggiani

folktronic soundsL’ascolto di Folktronic Sounds mi sorprende piacevolmente per l’ecletticità e la versatilità di Margherita Pirri. Ho ascoltato, e recensito, i suoi precedenti lavori – da Daydream (2011) a Music from the World (2020, con Luna bianca) – già evidenziando la bravura di questa giovane cantautrice e polistrumentista milanese, da me intervistata nel 2011 per il suo album d’esordio. Dalla canzone d’autore (in italiano, inglese e francese) alla colonna sonora per documentari, dai jingle pubblicitari alla musica per sfilate di moda: a Margherita piace sperimentare, cimentarsi in generi nuovi, riuscendo bene in tutti i suoi progetti musicali. Lo conferma in questo ultimo album di brani scritti per alcune sfilate Max Mara e Liu Jo; Margherita si è studiata bene il contesto in cui la sua musica sarebbe stata eseguita, con i suoi ritmi e tempi, confezionando un cd digitale (di cui si può avere un assaggio su Spotify ) lontano dal suo stile originario ma non meno interessante e godibile, pure in quarantena.

Il genere, come suggerisce il titolo, è quello della “folktronica” (il quale unisce le sonorità folk con quelle dell’elettronica), ma non mancano altre influenze. I testi sono interamente in inglese. Oltre ad aver suonato tutti gli strumenti, Margherita ha curato anche gli arrangiamenti e il mixaggio.

L’album è stato quindi pubblicato dall’etichetta siciliana Trichorus; comprende sette brani di durata variabile tra i tre e i quattro minuti (uno supera i cinque). Il primo, It’s all right, è un brano ballabile molto positivo: un invito a dimenticare le preoccupazioni, quindi risulta anche molto attuale, in linea col motto #andràtuttobene di questo periodo. Segue Run away, brano dance che ci riporta a un mondo di fantasia in cui il protagonista corre senza meta, da una parte all’altra seguendo il suono della sua immaginazione. Is this what you want è una canzone d’amore, un dialogo-mantra con una persona che vuole troppo, che non si accontenta. Inside your mind esprime invece il desiderio di distanziarsi dal mondo, di ascoltare la propria mente e non sentire niente del mondo esterno; ne è protagonista una persona che non è andata al di là del luogo dov’è nata. Anche Sad old song è una canzone d’amore: un amore sofferto, come possiamo arguire dal titolo. You and me è un altro brano dance mentre l’ultimo, After sunset, è un lounge strumentale.

La musica è stata composta, come dicevamo, per accompagnare le sfilate di moda, ma la trovo molto adatta anche da ascoltare in privato sul divano, per rilassarsi, o come sottofondo per lavorare al pc o per la lettura, o anche in macchina (per chi la può prendere), viaggiando sulle note di una grande artista del nostro tempo.

Firenze, 4 maggio 2020

Gli orizzonti blu di Chiara

Di Massimo Acciai Baggiani

Kovrilo-Blua_horizonto-Kjara-250Chiara Raggi è una ragazza di Rimini, piena di vitalità e simpatia: lunghi capelli castani come gli occhi, intensi. Cantautrice. Esperantista. Chiara possiede una voce soave come le sue canzoni, che interpreta in italiano e nella lingua di Zamenhof, di cui condivide gli ideali di uguaglianza e fraternità: in entrambe le lingue ha dato prova di grande talento artistico, basta ascoltare i suoi tre album – Disordine (2015), Lacrimometro (2017) e il recente Blua Horizonto (2019) – per verificarlo. Chiara nonostante la giovane età ha già una carriera di tutto rispetto: è tra l’altro anche autrice di una web-serie spassosissima (Le disAvventure di un cantautore [femmina]), è conduttrice televisiva ed ha ricevuto importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale per la sua musica.

Di particolare interesse è proprio il suo ultimo album, Blua Horizonto (in italiano: Orizzonte blu), prodotto da Vinilkosmo (la nota etichetta internazionale che distribuisce musica esperantista) in collaborazione con la Federazione Esperantista Italiana (FEI), firmato col nome esperantizzato di Kjara: dieci canzoni che hanno il sapore del mare, di orizzonti sconfinati, di libertà, di leggerezza. Lo stile, acustico e molto melodico (Chiara è anche una bravissima chitarrista), ben si abbina col contenuto dei testi, composti da lei insieme alla musica (la traduzione in esperanto è del mitico Renato Corsetti e del compianto Gianfranco Molle, a cui l’album è dedicato, passando tal modo il testimone della musica esperantista italiana d’autore a una degna erede). Momenti di riflessione si alternano a liriche d’amore, sospese tra realtà e sogno, che ruotano attorno al tema del viaggio, reale o metaforico: Chiara si racconta con serenità e ironia, facendo poesia in musica.

Tanta voglia di cantare, insomma, in questo album, e cantare in una lingua che parli al mondo intero, come sottolinea la nostra Chiara/Kjara in Lasu min plukanti (Lascia che io continui a cantare): «Flugas nun la kanto / kore Esperanto / kreskas ene movas ĉiun mian senton» («adesso il mio canto vola / con l’Esperanto nel cuore / cresce da dentro e smuove tutto il mio sentimento»). Ne consiglio l’ascolto non solo ai “samideani”: la musica di Chiara è godibilissima anche da parte di chi non conosce la lingua internazionale. La musica, si sa, è la lingua internazionale per eccellenza.

Firenze, 26 gennaio 2020

Discografia

  • Kjara, Blua Horizonto, FEI-Vinilkosmo, 2019.