Sta per uscire “Sparta ovunque”

Sta per uscire un libro che mi vede figurare tra nomi importanti della fantascienza italiana. È superfluo dire che ne sono onorato, e anche un po’ intimorito: il mio contributo non stonerà tra quello di scrittori così noti? Ai lettori la risposta, intanto ecco in anteprima la copertina. Si tratta, come comprenderanno al volo i lettori del mio amico Carlo Menzinger, di uno spin off della sua saga Via da Sparta (Porto Seguro, 2017-2019): anzi, per la precisione di un’opera di fanfiction a cui ha partecipato lo stesso Carlo, grande creatore di mondi ucronici e fantastici. Siamo stati alla sua altezza? Anche questo saranno i lettori a deciderlo, ma posso comunque dire che mi sono divertito molto a buttar giù il mio racconto Lo scisma, scritto e ambientato nella “mia” Sappada (anzi, ambientato in una versione ucronica della nota località dolomitica). Piccola anticipazione e curiosità: in un’altra antologia di prossima uscita, edita anch’essa da Tabula Fati e curata da Vittorio Piccirillo, ho inserito il prequel de Lo scisma

Massimo Acciai Baggiani

Recensione di Paolo Ninzatti del romanzo IL REGNO DEL RAGNO di Carlo Menzinger

42857065_10217550266257685_2474628682711302144_n“Il regno del Ragno”, la seconda parte della trilogia di Sparta, ci porta ora dentro scenari esotici. Kipling incontra Salgari in un Bengala alternativo nella descrizione delle fasi della guerra Greco-Nipponica. Un conflitto primitivo con dirigibili e armi da fuoco rudimentali ma a cui si aggiungono sprazzi che mi hanno ricordato Tolkien, con giapponesi che cavalcano animali mutati e anche volanti. Niente fantasy naturalmente perché le mutazioni sono frutto della scienza. L’autore ha combinato l’ucronia steampunkeggiante con la fantascienza che tratta di genetica. Laddove nel duemila alternativo e spartano ancora si gira in treni a vapore e dirigibili, quest’ultima ha superato quella del nostro universo. E qui mi fermo nello spoiler sperando di aver stuzzicato la voglia di leggere questo romanzo da un lettore che ami le scene spettacolari. Non solo quelle che si svolgono nella jungla ma anche quelle dell’odissea di Aracne e compagni nel mare del Nord. E quando dico Odissea, so quel che dico. Nonostante Salgari e Kipling conditi con Omero, una delle scene che mi è piaciuta di più è una discussione madre-figlia su un giovane pretendente alla mano di quest’ultima. Un classico in cui la giovane esprime chiaro e tondo quello che pensa del bellimbusto.
Scritto nello stile fedele a quello precedente questa seconda parte ci svela finalmente il perché del ragno tatuato e di chi sia in realtà Aracne. Lo sfondo è sempre quello di una Sparta totalitaria che denigra amore, individuo e famiglia, come nella prima. Una ragione per cui ho fatto il tifo non soltanto per gli sprazzi di ribellione di alcuni dei suoi cittadini, sia spartiati che iloti, ossia molti dei protagonisti, ma perfino per i giapponesi. Ben delineati anche i “cattivi” o anche quei personaggi meno simpatici. Un piccolo punto negativo: la storia si ferma proprio sul più bello lasciandoti insospeso con la curiosità di vedere come va a finire. Ma anche a questo c’è il rimedio: la terza parte uscirà entro breve e sazierà ogni appetito. Tutto sommato una saga che si appella non solo agli amanti dell’ucronia e della fantascienza, ma anche agli appassionati dell’avventura, della storia e della cultura greca, a chi tifa per gli oppressi, a chi ama i ribelli, a chi vorrebbe che l’amore trionfasse sulla guerra. Ceterum censeo: da leggere.
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