Cos’è Segreti di Pulcinella

 

“Siete vento freddo,
ma nessuno deve scoprirlo..”
(Massimo Acciai, Segreti di Pulcinella)

“La cultura è uno sguardo sull’uomo, una scoperta di esso e di tutti gli esseri viventi. La cultura è un dialogo soprattutto con le cose sconosciute di questo mondo; è un modo per aprire quella mente e quel cuore infermo di un uomo frammentato. Bisogna sorridere, ma di cosa? È questo l’interrogativo oggi forse più attuale, nel gran putiferio della vita. Manca quella gioia di vivere, quella rinnovata creatività, capacità di immaginare, fantasticare e creare situazioni che aiutano la gente a dire, come Benigni, “sì, la vita è bella” anche quando sembra tutto andare male.”
(Dall’editoriale del numero 1 – marzo 2003 – di Luca Mori)

Era il dicembre del 2002: ero il segretario di un’altra rivista online nata da qualche mese – Porpore, fondata e diretta dalla poetessa fiorentina Simonetta Della Scala – quando iniziai a pensare ad un’esperienza analoga sul web ancora relativamente giovane (prima di Facebook e di Youtube, e prima perfino dell’esplosione dei blog in Italia).

Ispirato dall’esperienza di Porpore, e in parte alle grandi riviste artistiche del Novecento (oggetto di studio di un corso di letteratura italiana moderna e contemporanea che avevo frequentato all’università) proposi questo progetto all’amico pisano Francesco Felici – che si trovava in quel periodo in Norvegia. Le Edizioni Segreti di Pulcinella, la piccola “casa editrice” specializzata in libricini artigianali di poche pagine, stampati nella casa editrice vera in cui lavoravo all’epoca (edizioni Tierre, oggi non più esistente), era nata proprio in quel mese di dicembre come un’etichetta non ufficiale con cui stampare un paio di libretti per dei regali di natale. Come quella pseudo-editoria, anche la rivista trasse il suo nome da una mia poesia, scritta nell’estate del 2001. Era un periodo strano, quello in cui vide la luce Segreti di Pulcinella (la poesia), insieme ad un’altra ventina: scritte tutte nel giro di pochissimi giorni, una di seguito all’altra, attorno a Ferragosto, in una città praticamente deserta.

Il nome della rivista fu scelto soprattutto perché “ci suonava bene”, molto meglio dell’altro nome proposto – l’Aquila d’Oro («see è pacchiano!» avrebbe detto Francesco quando glielo proposi, come lui stesso ricorda nell’editoriale del primo anniversario di SDP – numero 5). Ma quali “segreti di Pulcinella” vogliamo raccontare sulle nostre pagine elettroniche? Di tutto e di più! Purché legato alla cultura, all’altre, alla nostra curiosità intellettuale. Perciò, fin dall’inizio, abbiamo spaziato dalla poesia alle lingue (e alla poesia in lingua), dai racconti alle recensioni di libri e di film, arrivando poi al fumetto (e qui un doveroso ringraziamento ad Andrea Cantucci, autore del logo della rivista – commissionatogli nel settembre 2003, oltre che responsabile di una rubrica sul fumetto), alla fotografia, al teatro, all’arte pop e chi più ne ha più ne metta. Il nostro sguardo “pulcinellesco” si è spinto fino alla filosofia, alla psicologia e all’attualità, anche se la rivista ha conservato una sua neutralità politica (abbiamo accolto persone di idee molto diverse) riservandosi di essere uno spazio aperto a tutti che volessero diffondere le proprie opere, pur nei limiti della decenza e del buon gusto. Anche della qualità? Sì, anche di quella, ma su questo lasciamo il giudizio ai lettori: non siamo dottoroni né accademici, né abbiamo la pretesa di farci arbitri del gusto altrui.

Il primo numero uscì ufficialmente il 21 marzo 2003, giornata mondiale della poesia. Quella stessa sera, dopo aver messo online quelle prime ingenue pagine, andai a fare volantinaggio alle Giubbe Rosse, il famoso caffè letterario fiorentino, dove si svolgeva un importante festival. Non posso ricordare senza commuovermi quel volantino (impaginato da me e stampato a colori in digitale presso la summenzionata casa editrice) che riportava l’indirizzo web della rivista – diverso e più complicato di quello che avrei poi trovato qualche mese dopo, che è quello attuale. Lasciai i volantini sui tavoli delle Giubbe, tra gli sguardi piuttosto distratti dei presenti. Chi lo avrebbe detto allora quanto lontano avrebbe portato la strada intrapresa…

Il primo fu un anno di rapido sviluppo: dalla grafica ancora primitiva e dilettantesca (opera del sottoscritto) siamo passati al template professionale e razionale creato da Lorenzo Calistri (mio collega ai tempi in cui lavoravo all’ex-Indire), a cui sono infinitamente grato. All’inizio non ci conosceva naturalmente nessuno, poi col tempo siamo cresciuti: sono aumentati i testi inviati e quelli pubblicati. La rivista ha trovato una sua fisionomia, un suo carattere. Certo, rimpiango un po’ i tempi in cui prendevo il mio registratore a cassetta ed andavo ad intervistare personaggi più o meno noti (tra quelli noti devo ricordare almeno Matteo B.Bianchi, lo scrittore milanese, che andai ad intervistare su al nord in compagnia dell’allora vicedirettrice Monica Pintucci… un viaggio tragicomico che meriterebbe un racconto a parte): in seguito le interviste le ho fatte, per praticità, tramite e-mail, preziosissimo strumento con cui tengo i contatti con i vari redattori e collaboratori, sparsi su tutto il territorio nazionale (e non solo: un assiduo collaboratore è greco e altre due sono rumene).

Nel 2005 esce la prima antologia di Segreti di Pulcinella, edita da Giulio Perrone Editore (allora appena nato), seguita poi nel 2013 da quella per il decennale, uscita in occasione del primo “Premio Segreti di Pulcinella” e pubblicata con Photocity, infine l’antologia conclusiva per i quindici anni, in preparazione.

Due fondatori (io e Francesco Felici), un direttore (il sottoscritto), un co-direttore (Francesco Felici, fino a qualche anno fa), diversi vicedirettori che si sono intersecati (Lorenzo Carpentiero, Monica Pintucci fino ad Alessandro Rizzo, comparso prematuramente nel 2017), una dozzina di redattori che si sono anch’essi succeduti (tra quelli storici il già ricordato Andrea Cantucci, il più “antico” rimasto), circa 400 collaboratori in quindici anni. La notorietà di SDP è cresciuta col tempo, così come le visite (o “atterraggi”, come li ha definiti pittorescamente il mio editore valdostano) che hanno toccato anche le 12.000 mensili. Questo risultato è stato possibile solo grazie alle centinaia di persone che hanno orbitato intorno alla nostra rivista, contribuendo con poesie, racconti, articoli, interviste, vignette, ecc.: io mi sono limitato a raccogliere il materiale, impaginarlo e metterlo online. Di mio ho voluto mettere poco, pochissimo, per scelta. La lista, com’è evidente, sarebbe lunga.

Passano gli anni, il primo decennio del Duemila arriva alla fine. Nel 2010 l’incontro fondamentale con il giovane scrittore e saggista marchigiano Lorenzo Spurio che da semplice lettore passa a collaboratore, quindi a redattore ed infine vicedirettore in circa un anno: SDP è entrata in una nuova fase: da rivista a “laboratorio artistico-culturale”, promotore di concorsi letterari a livello nazionale, reading poetici, presentazioni di libri. Dal marzo 2012 una costola di SDP ha dato vita ad un altro importante progetto culturale che ha portato la poesia e la musica cantautoriale italiana nei locali fiorentini e non solo: i Poetikanten. L’esperienza si chiuderà nel 2015.

Intanto prendevano vita i primi concorsi letterari che portavano il marchio SDP: la prima edizione del premio “Esordi Amo” (prosa e poesia), il successivo “L’arte in versi” (poesia a tema) – entrambi editi poi in volume – e del concorso legato alla presente antologia, il “Premio Segreti di Pulcinella”.

La storia continua. Il “Premio Segreti di Pulcinella” giunge alla terza edizione nel 2014 e qui si ferma. Nel gennaio 2017 viene a mancare a 39 anni l’amico e storico vicedirettore milanese Alessandro Rizzo; nello stesso anno (a giugno) ci lascia anche Paolo Filippi, redattore e curatore del “Caffè letterario musicale”. Ho deciso di non nominare altri vicedirettori, ma in compenso sono entrati altri redattori tra cui gli amici Italo Magnelli e Patrizia Beatini. La rivista, ormai un aperiodico, continua ad uscire per un altro anno finché, dopo l’uscita del numero 54, nel marzo 2018 (numero dedicato alle donne) decido di trasformare Segreti di Pulcinella da Rivista in blog. I motivi di questa decisione sono molteplici: il blog è uno strumento più al passo coi tempi, più agile, più facile e veloce da aggiornare (altri progetti artistici mi lasciano poco tempo libero) e meno impegnativo rispetto a una rivista che comunque comporta una mole notevole di lavoro. Non trovando altri successori ho pensato di lasciare comunque online tutto il lavoro compiuto in questi 15 anni, ripartendo quindi con un blog che tratterà delle stesse tematiche della rivista e avrà un aggiornamento più frequente.

Vorrei terminare questa breve storia della nostra amata rivista con un ringraziamento corale a tutti quanti hanno transitato – che per poco, chi più a lungo – sulle pagine elettroniche (e presto cartacee) di Segreti di Pulcinella: persone che ho già citato ed altri che non posso citare per problemi di spazio (la lista è lunghissima). Grazie, cari amici, cari collaboratori e sostenitori di SDP: grazie davvero di cuore.

Massimo Acciai
Direttore e fondatore di Segreti di Pulcinella
Firenze, 30 aprile 2018

 

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