A proposito di due nuovi album di Margherita Pirri

Di Massimo Acciai Baggiani

Oggi il postino mi ha consegnato un pacchetto con dentro due belle sorprese: due nuovi album di Margherita Pirri, la cantautrice lombarda di cui ho già avuto modo di ascoltare e recensire vari lavori, quali ad esempio Pensieri, Folktronic sounds, Daydream, e il primo volume di Music from the world (si veda anche l’intervista che le ho dedicato). I due cd arrivati oggi sono Music from the world – vol II e Christmas carols, quest’ultimo tra l’altro proprio in tema con quest’attesa del secondo Natale di pandemia, che porta timori per il futuro più che spirito natalizio. Christmas carols contiene otto tracce che attingono in parte alla tradizione, in parte alla creazione originale di Margherita: l’album sprigiona un’atmosfera sognante e incantata che è il tratto distintivo dello stile di Margherita. Stile che ritroviamo anche nel secondo volume di Music from the world, dove la cantante reinterpreta canzoni internazionali famosissime da Everybody hurts dei R.E.M. a Besame mucho, dall’indimenticabile brano di De André Amore che vieni, amore che vai, a Mad world dei Tears for fears, e molti altri. L’album termina con due bonus scritti dalla stessa Margherita, Stars and diamond rain e The lady in black.

Firenze, 25 novembre 2021

La formula del sole

Di Massimo Acciai Baggiani

Ho il piacere di avere Milena Beltrandi tra i partecipanti del laboratorio di scrittura che tengo al Torrino di Santa Rosa, a Firenze, per conto del Gruppo Scrittori Firenze: in quell’occasione Milena mi ha regalato una copia del suo thriller La formula del sole, primo romanzo di una serie che ha per protagonisti dei giovani chimici che hanno per caso scoperto un nuovo carburante ecologico e dalle alte prestazioni. Una scoperta che potrebbe rivoluzionare il mondo e che scatena una caccia furiosa alla formula che, se diffusa, lederebbe gli interessi di tanti. Di persone pericolose. Infatti non passa molto tra la scoperta della formula miracolosa e i primi tentativi di impossessarsene da parte di loschi figuri senza scrupoli. Per fortuna c’è Milo, un agente speciale dello Stato che veglia sui ragazzi, salvandoli da situazioni potenzialmente letali. Un libro da leggersi tutto d’un fiato, ben scritto e convincente: si vede la competenza e un gran lavoro di ricerca, base di ogni buona storia. Brava Milena.

Firenze, 25 novembre 2021

Bibliografia

Beltrandi M., La formula del sole, ilmiolibro.it, 2020.

A proposito di Bruna

Di Massimo Acciai Baggiani

Alessandro Riccio torna ad indossare i panni di Bruna, la cantante di canzoni del tempo andato, accanita fumatrice e dal linguaggio triviale, in Mille e una Bruna. È stato una grande interpretazione al teatro di Rifredi questo sequel di Bruna è la notte, con l’inseparabile Franchino (interpretato da Alberto Becucci); tra citazioni colte e battute toscanacce, tra canzoni indimenticabili e racconti di vita vissuta, si dipanano le storie di Bruna e del suo musicista accompagnatore, spesso insultato dall’irruenta chanteuse ma a cui è legata da profondo affetto e stima. Si ride, e molto, ma non mancano i momenti amari: in fondo la vicenda umana di Bruna è tragica, è stata in carcere, non ha una casa, e forse questa sua perenne incazzatura è una forma di difesa contro una vita che non è stata generosa con lei. Ma Bruna è una donna forte, di carattere, con gli attributi diremmo oggi, e soprattutto sa catturare la simpatia di tutti nonostante il caratteraccio.

Firenze, 25 novembre 2021

Lorenzo Baglioni in concerto al Teatro di Rifredi

Di Massimo Acciai Baggiani

Assistere a uno spettacolo di Lorenzo Baglioni è sempre un piacere: così come la sua rivisitazione di Bar Sport di Stefano Benni, anche il suo concerto Canzoni a teatro, al Teatro di Rifredi, è stata un’esperienza strepitosa e geniale. Degno erede del grande Riccardo Marasco, Baglioni ha intrattenuto il pubblico con le sue canzoni intrise dell’acume e dello spirito dissacrante toscano, oltre che alle classiche rivisitazioni in musica di argomenti scolastici (dall’uso corretto dell’apostrofo e di “piuttosto che”, al teorema di Ruffini, alle immancabili leggi di Keplero). Tante risate, insomma, ma non sono mancati i momenti seri di riflessione sui grandi temi di attualità, dal razzismo alla dislessia, ai nuovi media. Baglioni è camaleontico, multiforme, padroneggia diversi linguaggi per arrivare ai giovani d’oggi: il pubblico infatti era piuttosto variegato per età, dai giovanissimi a persone più mature. Questo ragazzo riesce a stupire, far ridere, far riflettere… insomma è una garanzia di passare un paio d’ore interessanti e spensierate.

Firenze, 20 novembre 2021

Un passo fuori insieme a Umberto Guidoni

Di Massimo Acciai Baggiani

Ricordo di aver incontrato per la prima volta Umberto Guidoni quando ero studente universitario, durante una conferenza a Firenze. Gli domandai in quell’occasione com’è che si dorme nello spazio. All’epoca Guidoni era ancora un astronauta in servizio; aveva completato già due missioni nello spazio e, se non ricordo male, era già stato sulla Stazione Internazionale. Lo rividi circa due decenni dopo, durante la convention italiana di fantascienza organizzata dalla World SF Italia a Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, durante questa dannata pandemia: in quell’occasione gli domandai se la bassa gravità marziana poteva costituire un problema per la colonizzazione umana. Colsi anche l’occasione per farmi autografare il suo libro Un passo fuori (Laterza, 2006) che non avevo ancora letto ma che mi accompagnò nei giorni seguenti come amena lettura.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone, barba, persone in piedi e spazio al chiuso
Io e Umberto Guidoni a Castelnuovo Berardenga

Si tratta, come si può immaginare, di un libro autobiografico (“un po’ datato”, come mi disse lo stesso Guidoni quando glielo porsi per la firma). In poco più di duecento pagine l’autore ripercorre la sua carriera, dalla passione per lo spazio che già si era affacciata nell’infanzia (quale bambino non ha sognato, almeno una volta, di viaggiare fuori dall’atmosfera terrestre? Pochi ci riescono davvero…) fino alle prime missioni. Si tratta di un testo divulgativo, senza troppi tecnicismi, in cui trovano posto anche aneddoti molto personali, curiosità della vita a gravità zero, considerazioni sulla politica e soprattutto sul futuro del pianeta, tematica sempre più attuale. Guidoni attraversa vari mondi: la nostra Italia, gli Stati Uniti (dove vive per più di un decennio, e dove nasce suo figlio Luca, più americano che italiano) e naturalmente l’orbita terrestre dove trascorre diverse settimane a rappresentare l’eccellenza italiana, non senza un certo orgoglio. Un libro insomma da leggersi tutto d’un fiato, come un romanzo di fantascienza (genere che non a caso Guidoni ama) con la differenza che i fatti narrati sono del tutto reali. Ormai l’autore ha appeso al chiodo la tuta da astronauta, dedicandosi alla divulgazione e alla ricerca scientifica, ma il suo libro rimane una testimonianza preziosa di un periodo in cui l’astronautica non parlava soltanto inglese o russo.

Firenze, 14 novembre 2021

Bibliografia

Guidoni U., Un passo fuori, Roma-Bari, Laterza, 2006.

Il funambolo della luce

Di Massimo Acciai Baggiani

È bello tornare a teatro (quello di Rifredi), dopo tanti mesi, e trovare un’opera coinvolgente quale Il funambolo della luce, appassionato omaggio a Nikola Tesla (1856-1943), il geniale inventore a cui dobbiamo molte innovazioni moderne. La scenografia, sebbene arricchita da effetti visivi, musica e danza, rimane minimale: sul palco spoglio solo un uomo, Tesla (interpretato dal bravissimo Ciro Masella, ideatore dell’opera teatrale), si racconta in emozionati monologhi e in dialoghi taglienti con Olmo De Martino, intervallati dalle danze sensuali di Isabella Giustina. È impossibile non lasciarsi coinvolgere dalle visioni scientifiche di Tesla, dalla sua passione e dal suo entusiasmo, dal suo sogno di un’energia pulita e gratuita a cui possa attingere l’intera umanità. Tra citazioni coltissime (il mito di Prometeo, Goethe, Dante) si dipana la vita poetica e straordinaria di un uomo fuori dal comune, con un messaggio di stretta attualità sul rispetto del nostro pianeta, la Terra, la Grande Madre, che non perdona i torti che le vengono fatti.

Firenze, 6 novembre 2021

L’avvoltoio sul cuore

Di Massimo Acciai Baggiani

Recentemente mi è capitato di leggere un romanzo che mi ha fatto riflettere. Si tratta di un giallo pubblicato qualche anno fa da Pina Vicario, titolare della casa editrice Agèmina, intitolato L’avvoltoio sul cuore, dono della stessa autrice. La vicenda parte dall’assassinio di Alena Vandelli, la giovane moglie di Yuri Liceri, impresario italo-francese che si vedrà accusato del delitto. Ci penserà l’amante di lui, Martina Drini, a trarlo dall’infamante accusa e a scoprire il vero assassino, dopo una complessa indagine non priva di rischi mortali.

Il romanzo è ricco di personaggi e colpi di scena, narrati con uno stile scorrevole e avvincente. È ben descritto l’ambiente giudiziario e quello delle organizzazioni criminali in cui si muove suo malgrado la vittima e altri loschi personaggi maschili. Non mancano le riflessioni filosofiche della Vicario su grandi temi quali ad esempio la felicità («la felicità ha radici profonde e assolute. La felicità non si può mercanteggiare e non nasce spontaneamente nei prati. L’effimero non ha radici nel temo, perché il tempo non onora l’effimero»[1]), l’indecisione («è il più tremendo dei difetti umani. Nell’indecisione si sperpera la concretezza della vita ed è come sostare sulla soglia di una casa pericolante, mentre infuria una tempesta»[2] – e forse è proprio l’indecisione l’avvoltoio sul cuore a cui si riferisce il titolo), il destino («bisogna chinare la fronte al destino […] accettare senza ribellione la vita che ci offre. E alla fine, quando giunge il tuo giorno, nessuno te lo toglierà. Però, se sei destinato a vivere, sopravviverai a tutte le sciagure. Sì, sì, è tutto preordinato, tutto prestabilito»[3]) e temi di attualità quali la droga («la grande corruttrice, la bestia che non lascia scampo a chi ne diviene schiavo»[4]).

In particolare la riflessione sul Destino (la divinità?), che l’autrice mette in bocca a un’anziana signora che si occupa del protagonista, ormai ridotto all’ombra di se stesso, tradisce un certo fatalismo, che contrasta con la lotta accanita della protagonista femminile la quale per amore si mette nelle situazioni più rischiose. Dunque è più ragionevole una passiva accettazione di ciò che ci riserva la vita o «prender armi contro un mare d’affanni e, opponendosi, por loro fine» (come nell’amletico monologo shakespeariano)? Il lettore troverà la sua risposta.

Firenze, 5 novembre 2021

Bibliografia

Vicario P., L’avvoltoio sul cuore, Firenze, Agemina, 2012.


[1] Vicario P., L’avvoltoio sul cuore, Firenze, Agemina, 2012, p. 136.

[2] Ibidem, p. 150.

[3] Ibidem, p. 308.

[4] Ibidem, p. 153.

Fantascienza a Castelnuovo Berardenga

Di Massimo Acciai Baggiani

Nel secondo giorno di tre della convention di World SF Italia io e Carlo Menzinger facciamo rotta verso Castelnuovo Berardenga, nel senese, per prendere parte ai molti eventi previsti per quel sabato. È una bella giornata autunnale e la cittadina è deliziosa, con i suoi vicoli tortuosi e deserti del centro storico – che visitiamo nella pausa dopo il pranzo.

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Uno scorcio del centro storico del paese

Alle 9.30 inizia l’incontro con l’astronauta Umberto Guidoni al teatro Alfieri, sede della convention. Guidoni ci parla della vita sulla stazione spaziale internazionale, commentando un video in modo chiaro e accattivante, rispondendo poi alle molte domande del pubblico, soprattutto quelle rivoltegli dai più giovani, le generazioni che vedranno lo sbarco su Marte e la sua colonizzazione, forse da protagonisti (chissà…). Faccio anch’io una domanda riguardante le difficoltà poste dalla bassa gravità sul pianeta rosso. Ricordo che più di vent’anni fa, nel secolo scorso, durante una conferenza analoga all’università di Firenze, gli feci una domanda sulla qualità del sonno in orbita. Altri tempi, Guidoni era ancora attivo nello spazio. Prima che se ne vada riesco a presentarmi e a farmi autografare il suo libro autobiografico Un passo fuori.

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Io e Umberto Guidoni

Segue la presentazione dei finalisti del premio Vegetti del 2020 (la cui premiazione è saltata a causa del Covid) e di quest’anno. Tra i finalisti ci sono diversi autori di Tabula Fati (alcuni già conosciuti a Stranimondi a Milano), compreso il mio amico Carlo, il quale porta in finale ben tre libri: Il narratore di Rifredi (per la saggistica), Apocalissi Fiorentine (per il romanzo) e Sparta ovunque (per l’antologia). Ciascun autore parla per pochi minuti della sua opera, stimolato dalle domande di Donato Altomare, presidente della World SF e organizzatore dell’evento.

Autori Tabula Fati

Pranziamo nel ristorante di fronte al teatro, usufruendo della card regalataci dall’associazione che ci garantisce un piccolo sconto. Siamo vicini a Siena: ci godiamo un bel piatto di pici.

Prima che ricominci il programma pomeridiano ho modo di chiacchierare a lungo con Giovanni Mongini, che vedevo per la prima volta. Si tratta di uno dei massimi esperti del cinema di fantascienza in Italia, autore tra l’altro di una serie di volumi su cui mi sono basato per preparare la mia tesi di laurea, vent’anni fa. Adesso è un simpatico signore con barba e capelli bianchi, un berretto rosso in testa e una maglietta con locandine di vecchi film. A noi si unisce un suo amico con cui parliamo di ufologia e altri misteri insoluti.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 6 persone, tra cui Carlo Menzinger e Massimo Acciai Baggiani e persone in piedi
Alcuni partecipanti alla Convention, tra cui Giovanni Mongini (col berretto rosso)

Alle 16.30 comincia l’assemblea annuale dell’associazione, con la nomina del nuovo direttivo e la relazione di Altomare. In attesa del capitolo finale della giornata – le premiazioni del premio Carità (per gli illustratori) e del Vegetti – ci viene offerto un aperitivo nel giardino del Museo del Paesaggio, a pochi metri dal teatro. Ci sono anche vari banchini con i libri portati dai soci: ho portato qualcosa anch’io, e riesco a vendere l’ultima copia de La compagnia dei Viaggiatori del tempo, forse il mio libro più importante. Altomare regala un paio di bottiglie di vino (siamo nel Chianti) ai finalisti e una penna e un coltellino svizzero a tutti i partecipanti alla convention (col messaggio sottinteso forse che ferisce più la penna della spada…).

Tra i premiati di quest’edizione ci sono molte donne, tra cui Annarita Stella Petrino per il miglior romanzo di fantascienza 2020 col suo Quando Borg posò lo sguardo su Eve. Niente premi per il mio amico, comunque contento di essere tra i finalisti (il che non è poco in effetti). Magari ci rifaremo l’anno prossimo con Psicosfera, ormai prossimo alla pubblicazione.

La premiazione termina verso le 20. Segue cena sociale al ristorante dove abbiamo pranzato, ma io e Carlo dobbiamo rientrare (la strada è lunga, impieghiamo quasi due ore per rientrare a Firenze) contenti per l’intensa e interessante giornata tra i grandi nomi della fantascienza italiana e le giovani promesse.

Firenze, 24 ottobre 2020

Bibliografia

  • AA.VV., Sparta ovunque, Chieti, Tabula Fati, 2020.
  • Acciai Baggiani M., La compagnia dei Viaggiatori del tempo, Milano, Abeditore, 2017.
  • Acciai M., La comunicazione nella fantascienza, Ariccia, Ermes, 2016.
  • Guidoni U., Un passo fuori, Roma-Bari, Laterza, 2006.
  • Menzinger C., Il narratore di Rifredi, Firenze, Porto Seguro, 2019.
  • Menzinger C., Apocalissi Fiorentine, Chieti, Tabula Fati, 2020.
  • Mongini G., Mongini C., Storia del cinema di fantascienza, Milano, Fanucci, 1999.
  • Petrino A.S., Quando Borg posò lo sguardo su Eve, Chieti, Tabula Fati, 2020.