Vittime e carnefici

Di Massimo Acciai Baggiani

«Siamo tutti vittime e carnefici» cantava Tozzi tanti anni fa a Sanremo: questa è la morale, apparentemente banale, che ho ricavato al termine di L’ospite – una questione privata, messa in scena al Teatro di Rifredi dal bravissimo due Ciro Masella / Aleksandros Memetaj. La storia è semplice: un “topo d’appartamento” viene scoperto e immobilizzato dal padrone di casa, il quale inizia un morboso gioco di tortura fisica ma soprattutto psicologica verso l’ “ospite” non invitato. Quando l’infelice sarà infine liberato dalla polizia – a questo punto invocata, paradossalmente, dal ladro stesso – sarà il padrone di casa (“ospite” suo malgrado, notare la doppia valenza di questo termine nella lingua italiana, indicante tanto colui che ospita quanto chi viene ospitato) a doversi difendere dalla violenza dei poliziotti corrotti. Numerosi i riferimenti all’attualità, così come le citazioni cinematografiche (Tarantino in primis) e i virtuosismi nella recitazione dell’attore italiano e dell’attore albanese. Chi è il cattivo? Chi è il buono? Sarà il pubblico a deciderlo.

Firenze, 16 aprile 2019

La bisbetica domata

Proprio qualche settimana fa assistevo, a una spassosa operazione “bignamesca” delle opere del Bardo: il Teatro di Rifredi nella stagione teatrale 2018/19 presenta una seconda serata shakespeariana, sempre all’insegna della risata ma di tutt’altro tipo. Qui si presenta la celebre commedia in una versione straniante; vuoi per il personaggio di Caterina, la “bisbetica” da “addomesticare”, interpretato da un attore – bravissimo – che non fa nulla per nascondere il suo aspetto mascolino, vuoi per la scenografia spartana e moderna che crea uno strano contrasto con gli abiti d’epoca. Insomma, la “Bisbetica” di Andrea Chiodi è senz’altro da vedere per chi ha ben presente il testo originario (e chi non lo conosce?) ma qualche “purista” si può sentire disorientato da questa trasposizione.

Massimo Acciai Baggiani

Firenze, 5 aprile 2019

Animalesse

Di Massimo Acciai Baggiani

Due donne sul palco, una sedia, delle immagini proiettate come sfondo e nulla più: Animalesse è molto scarno dal punto di vista scenografico, ma non da quello artistico e soprattutto letterario. Lucia Poli spazia da Stefano Benni ad Aldo Palazzeschi, da Patricia Highsmith a Leonora Carrington, e poi di nuovo a Benni per il gran finale: tante storie di animali femmine – gatte, “topone”, “scarafagge”, scimmie, eccetera – tra il surreale, il comico e il grottesco. Il monologo della bravissima Poli è intervallato dall’organetto di Rita Tumminia: un amalgama di musica e parole che fluisce per un’ora abbondante. Si ride e si sperimenta punti di vista stranianti – quelli appunto delle “animalesse” che narrano le varie (dis)avventure in cui incappano nella quotidiana lotta per la sopravvivenza – e si riflette anche su tematiche serie e attuali quali l’ecologia e il rispetto per il diverso. Uno spettacolo sicuramente interessante a cui è possibile assistere dal 28 al 31 marzo presso il Teatro di Rifredi.

Firenze, 29 marzo 2019

Una geniale e spassosa operazione bignamesca

Di Massimo Acciai Baggiani
William Shakespeare (1564-1616), autore di 37 testi teatrali (di cui 16 commedie) oltre che di 154 sonetti e altri poemi: tutti conosciamo – almeno per sentito dire – le grandi tragedie (Romeo e Giulietta, Otello, Amleto…) ma non molti saprebbero raccontare la trama di Timone d’Atene o di Pericle, principe di Tiro (e confesso che io rientro tra questi ultimi). Avete delle lacune riguardo all’opera del Bardo? Niente paura, ci hanno pensato Fabrizio Checcacci, Roberto Andrioli e Lorenzo Degl’Innocenti con la loro opera più ambiziosa, Le opere complete di William Shakespeare in versione abbreviata, in scena al Teatro di Rifredi dal 19 al 21 marzo. Una sfida estrema: raccontare in un’ora e mezza tutte le opere del Bardo, senza alcuna omissione. Certo, assistendo a questo spettacolo non sarete pronti per sostenere un esame universitario di letteratura inglese, ma vi sarete fatti delle matte risate, ammirerete la genialità degli attori e magari vi verrà voglia di approfondire la lettura delle opere più oscure del “Cigno dell’Avon”. La serata si snoda in un crescendo di virtuosismi attoriali, come uno spettacolo pirotecnico che giunge al suo apice negli ultimi minuti, quando il terzetto si impegna a mettere in scena l’Amleto in una manciata di secondi… e recitarlo perfino al contrario! Insomma, un’occasione da non perdere per ridere fino alle lacrime, in modo intelligente e, perché no, istruttivo.

Firenze, 20 marzo 2019

L’albero genealogico di dio e le magnifiche sorti progressive dell’Uomo

Di Massimo Acciai Baggiani

mario deluchiIl libro di Mario Deluchi è strano: all’inizio può apparire un testo dissacrante sulla religione cattolica in stile Giobbe Covatta ma poi, andando avanti nella lettura, ci si rende conto che in realtà è molto serio. Certe cose di “futurologia” appaiono un po’ datate – è un libro del 1996 – ma alcune intuizioni sono ancora valide e proiettano una visione ottimista sul destino dell’Uomo che condivido in buona parte. L’ironia non manca nemmeno in questo romanzo-saggio, e si ride parecchio: l’autore immagina nientemeno che l’albero genealogico di dio; scopriamo così i nomi dei genitori, dei nonni e dei bisnonni di questo personaggio immaginario e scopriamo che più che nomi sono… pronomi: il ramo paterno, quello delle “virtù”, annovera AI, ELLA, EGLI, ESSA, EGO, LEI e IO. Quello materno, dei “vizi”, DU, YOU, NOI, WE, LUI, SHE e ME. Personaggi tutt’altro che “divini”, rappresentano appunto vizi e virtù molto umani. Dopo aver presentato questa bizzarra famiglia, l’autore passa alla cosmogonia: scopriamo così che il Sistema Solare è nato da una ragazzata di dio in combutta con i suoi amici Giove, Odino, Bacco, Manitù eccetera: lo scherzo dà l’occasione per un progetto di creazione di esseri viventi “a immagine e somiglianza” delle divinità, le quali creano una sorta di operazione finanziaria attorno alla creazione della vita, simile a un esperimento scientifico.
Il resto del libro ripercorre la storia della vita su questo pianeta; dagli organismi unicellulari all’homo sidereus, ossia l’uomo del futuro, colonizzatore di mondi extrasolari per salvarsi dall’inevitabile – tra cinque miliardi di anni – morte del Sole. Se l’Uomo arriverà a questo ambizioso traguardo, e l’autore non ne dubita, dovrà superare gli stessi dèi che l’hanno generato, abbandonare i vecchi schemi e le vecchie religioni, evolversi in tutti i sensi grazie alla tecnologia – la nuova religione – che permetterà di creare cyborg e astronavi in grado di superare la velocità della luce. Quanto ci sia di veramente scientifico e di puramente utopico lo lascio stabilire a fisici e esobiologi: che l’Uomo debba comunque evolversi e superare se stesso – come suggeriscono anche le teorie transumaniste – è per me un dato di fatto assodato. Come ripeto spesso, l’Uomo è a un bivio: da una parte l’estinzione, se continuerà con i vecchi schemi mentali, e dall’altra un futuro radioso simile a un paradiso. Io propendo per la seconda ipotesi.
Quindi Deluchi è ateo, agnostico o credente? La risposta è contenuta nella prima pagina del libro, occupata da un suo personale “Credo” che, lungi da essere una parodia del più noto Credo cristiano, enuncia una grande fiducia nell’umanità e nella sua capacità di automigliorarsi. Gli altri personaggi “divini” che appaiono nel romanzo vanno a mio parere intesi come metafore di una favoletta che alleggerisce la storia spesso tragica del percorso umano.

Firenze, 22 febbraio 2019
Bibliografia

Deluchi M., Il Padre di Dio. La spiegazione del perché, Poggibonsi, Lalli editore, 1997.

Recensioni di Andrea Cantucci

Vi segnalo due volumetti comici auto-prodotti di cui ho scritto le recensioni.

Potete consultarle rapidamente ai seguenti link:

una mia recensione del libro umoristico illustrato “50 Sfumature di Baugigi” di Ferretti e Pieri

https://dimeweb.blogspot.com/2018/12/quando-la-sfortuna-sfuma-nella-sfiga-50.html

50 Baugigi.jpg

una mia recensione del libro umoristico illustrato “I Sogni dei Bonelliani” di Ferretti e Pieri

https://dimeweb.blogspot.com/2019/02/i-sogni-dei-bonelliani-realoaded-di.html

Sogni Reloaded19

i due volumetti possono essere acquistati da qui:

I sogni dei Bonelliani – Reloaded https://www.amazon.it/dp/1795599731

50 sfumature di Baugigi https://www.amazon.it/50-Sfumature-baugigi-Campionario-divertenti/dp/1790257557/

e delle altre brevi recensioni o segnalazioni degli stessi libri si trovano anche qui

https://www.a6fanzine.it/2019/02/50-sfumature-di-baugigi-la-recensione.html

https://sbamcomics.it/blog/2018/12/19/50-sfumature-baugigi/

https://libro.cafe/libro/86383/50-sfumature-di-baugigi-campionario-di-frasi-divertenti-fatte-con-il-cu-ore/

https://libro.cafe/libro/89312/i-sogni-dei-bonelliani-reloaded/

Andrea Cantucci

Gigli di mare

Articolo di Massimo Acciai Baggiani

gigli_di_mareBen venticinque sono i poeti, tra cui il sottoscritto, che hanno accolto l’invito di Roberto Mosi e Fabio Strinati per questo libro dedicato alla memoria di Aldo Zelli (1948-1996), di Piombino, autore di libri per ragazzi. Confesso di non aver sentito parlare di Zelli prima di leggere questo libro, a cui ho contribuito con cinque poesie: è stata l’occasione quindi per scoprire un nuovo valido scrittore oltre che per leggere le poesie di tanti colleghi che in parte già conoscevo (le amiche Anna Maria Volpini, Miriam Cividalli Canarutto, Caterina Bigazzi, Michela Zanarella – collaboratrici in passato di Segreti di Pulcinella) oltre ai curatori di quest’antologia: Roberto Mosi (redattore, come me, de L’Area di Broca, attivissimo poeta fiorentino) e Fabio Strinati (poeta marchigiano con cui ho scritto un poema a quattro mani, in italiano ed esperanto, ancora inedito). Insomma, mi sono ritrovato in buona compagnia: le liriche infatti sono molto varie ma tutte di ottimo livello. Gigli di mare (Edizioni Il Foglio, 2018) si presenta come una pubblicazione di tutto rispetto, ben curata anche dal punto di vista grafico: «una raccolta di fiori dai diversi colori e profumi» come si legge in quarta di copertina «Ai gigli di mare nati sulla sabbia al vento della costa, si uniscono fiori di altre tonalità e colore, melodie dalle varie sonorità armoniche provenienti da paesaggi di altri mondo.» Sono onorato di aver aggiunto anche il mio “colore” a questo bel paesaggio fiorito!

Firenze, 18 febbraio 2019