Presentazione di “Apocalissi fiorentine”

Massimo Acciai Baggiani presenta “Apocalissi fiorentine” di Carlo Menzinger, una raccolta di racconti distopici di fantascienza, climate fiction e ucronia, ambientati a Firenze, che ci parla di fragilità urbane e ambientali. Un’occasione per riflettere sul nostro passato e il nostro incerto futuro.
http://sites.google.com/site/carlomenzinger/home-1/home/apocalissi-fiorentine

Mercoledì 13 novembre 2019 dalle ore 17:00
Allianz Bank – Piazza Savonarola 6 – Firenze

Pisa Book Festival 2019

di Massimo Acciai Baggiani

Mattina fredda e nebbiosa, già invernale. Io e Carlo Menzinger ci siamo dati appuntamento alla stazione di Rifredi intorno alle otto: andremo insieme a Pisa col primo regionale. Destinazione: il Palazzo dei Congressi, dove si tiene l’edizione 2019 del Pisa Book Festival, importante fiera libraria per le case editrici indipendenti.

A Pisa ci attende un bel sole. Rimettere piede in questa città, dopo tanti anni, mi suscita una valanga di nostalgici ricordi. Qui venivo tutti i fine settimana a trovare il mio amico Francesco Felici e, in tempi più recenti, Brunetto Casini – titolare di Edistudio, casa editrice specializzata nell’Esperanto (una delle due esistenti oggi in Italia, insieme a Eva Edizioni): adesso Francesco vive in Irlanda e Brunetto è un po’ che non lo sento…

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In un quarto d’ora a piedi siamo alla sede del festival: compriamo il biglietto e ci avventuriamo tra i numerosi affollatissimi stand, riservandoci di visitarli con calma più tardi. Siamo infatti già in ritardo per l’incontro con Francesco Verso – lo scrittore più volte premio Urania – su “Come gli scrittori di fantascienza interpretano una delle grandi emergenze del nostro tempo”. Si parla di temi ecologici di scottante attualità, di apocalissi future e delle possibili soluzioni escogitate dagli scrittori (soprattutto cinesi) per scongiurarle.

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Alla fine della presentazione Carlo si mette a chiacchierare con Verso, mentre io scambio due parole con Stefano – uno dei miei ex compagni del corso di editoria che ho seguito tra il 2017 e il 2018 (e che mi ha lasciato deluso… il corso, non Stefano!) – incontrato per caso. Passiamo poi allo stand del Collettivo Scrittori Uniti, fondato dall’amico torinese Claudio Secci che vedo per la prima volta, dopo anni di scambi tramite Internet (e diverse recensioni ai suoi romanzi): ci salutiamo calorosamente, quindi Claudio mi propone di fare una video intervista – con Federica Martina de L’isola di Skye – (si propone poi anche Carlo). Il CSU, nato nel giugno 2018, è una libera associazione di scrittori che portano insieme i loro libri nelle fiere librarie, per aiutarsi vicendevolmente: sul tavolo infatti sono disposti moltissimi libri di vari generi letterari, pubblicati da varie case editrici. Non possiamo che augurare a Claudio e ai suoi compagni scrittori grande successo!

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Davanti allo stand del CSU c’è quello di Arpeggio Libero, editore lodigiano con cui ho pubblicato, nell’ormai lontano 2014, la raccolta di racconti scritti a quattro mani (con Lorenzo Spurio) Apologia del perduto. Si trattava di racconti su temi borderline, piuttosto lontani dal mio genere. È un po’ che non ci sentiamo: è un piacere passarli a salutare. Si ricordano bene di me, per fortuna… Sarà l’occasione per organizzare una nuova presentazione a Firenze, in futuro. Con l’occasione facciamo anche la conoscenza di un loro prolifico autore, Antonio Borghesi.

A questo punto io e Carlo ci separiamo, per ritrovarci poi a pranzo nell’area ristorazione in un tendone all’aperto. Al tavolo con noi, tra gli altri, c’è Paolo Ciampi, giornalista e scrittore nostro concittadino, a cui parlo del mio “trittico” sulle memorie (Radici, Cercatori di storie e misteri e, nel 2020, il terzo capitolo ancora senza titolo). Anche il Ciampi ha frequentato la narrativa di viaggio, quindi è interessato a questo nostro progetto editoriale; è un tipo cordiale, alla mano. Accanto a Carlo siede, invece un altro autore rifredino come noi, Massimiliano Scudeletti.

Dopo pranzo facciamo un giro insieme tra gli stand degli editori, prima che Carlo vada a sentire gli incontri con Marco Vichi, presentato da Leonardo Gori, con Paolo Ciampi, presentato dall’editore Luca Betti e con Vanni Santoni (che sarà ospite del GSF martedì prossimo), presentato da Gaia Rau e Alberto Casadei. Di editori ce ne sono moltissimi e molto vari; da quelli più noti a quelli più piccoli e di nicchia. Varia è anche la provenienza geografica: molti sono toscani ma ve ne sono anche dal nord, dal sud e dalla Capitale. C’è perfino un editore còrso, con sede ad Ajaccio, con cui scambio due parole, rammaricandomi della non esistenza di un corso di còrso in italiano (solo un Assimil in francese che ho studiato anni fa…). Al banchino di Ediciclo, di Portogruaro, saluto un’altra ex compagna del suddetto corso per redattori (ma neanche lei è assunta fissa), mentre a quello di Carmignani mi danno notizie di Greta, altra ex corsista, e di Emanuele Martinuzzi, il mio amico poeta di cui hanno pubblicato un libro tempo fa.

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Narrafood, con i suoi libriccini abbinati a bustine di tè, da leggersi nei cinque minuti necessari all’infusione, mi è sempre piaciuta per l’originalità dell’idea. Interessante è stato anche l’incontro con Franco Del Moro, responsabile della rivista Ellin Selae, di cui ho ascoltato un cd di musica in stile Mike Oldfield anni Settanta: anche lui lo incontravo di persona per la prima volta, ho trovato con lui una certa affinità di gusti musicali e letterari. L’occhio mi è caduto su un cd esposto, col titolo in Esperanto di Serenakoro (in realtà in Esperanto andrebbe scritto staccato, ma è una grafia voluta): Franco non parla la lingua di Zamenhof ma la conosce e ne condivide gli ideali. Gli manderò un articolo sulla letteratura esperantista, da pubblicare sulla sua testata. Altra cosa che ci accomuna è l’amore per la montagna, in particolare per le Dolomiti – dove sono solito trascorrere le mie vacanze estive: conosce bene Sappada e si è dichiarato disposto a pubblicare il libro che ho intenzione di scrivere sulla nota cittadina friulana. Lui invece abita dalle parti di Agordo, nel bellunese (dove si trovava Sappada fino a un paio di anni fa).

artificinaL’ultimo incontro interessante della giornata, prima di riprendere la via di casa, è proprio con Francesco Verso, incontrato al nostro arrivo stamani: il cerchio si chiude. Con lui parlo di fantascienza non anglofona (quella ingiustamente ignota al grande pubblico) e del suo progetto editoriale Future Fiction, attraverso il quale propone ai lettori italiani opere tradotte da ben otto lingue (tra cui cinese, il russo, il portoghese, eccetera…) appartenenti a quel filone nato negli anni Ottanta che va sotto il nome di “cyberpunk”. L’argomento mi interessa molto: mi offro di recensire un’antologia bilingue di racconti cinesi (ArtifiCina) di cui mi dona una copia. Da parte mia gli parlo della fantascienza in Esperanto, suscitando a mia volta il suo interesse. Gli consiglio di leggere La lingua fantastica, a cura di G. Cappa (Keltia, 1994) – ormai un classico per i profani che voglio avvicinarsi alla SF in questa lingua – quindi ci stringiamo la mano promettendoci di restare in contatto.

In giro tra gli stand sono numerosi, gli incontri. Salutiamo l’autore fantascientifico pluripremiato Lukha B. Kremo, Carlo saluta il direttore della rivista l’Indiscreto, Francesco D’Alia, e si intrattiene con l’autrice Rosa Belladonna, ora impegnata in lunghi viaggi per la stesura del suo prossimo libro.

Sul treno di ritorno io e Carlo ci mostriamo a vicenda il nostro “bottino”: lui ha comprato diversi libri su tematiche “apocalittiche” (argomento su cui sta scrivendo in questo periodo, vedi anche Apocalissi fiorentine – la sua raccolta di racconti uscita recentissimamente con Tabula Fati). È stato senza dubbio un viaggio proficuo per entrambi.

Firenze, 20 brumaio ’28 (11 novembre 2019)

Perché non siamo fatti per vivere in eterno?

Presentazione di questo delizioso horror gotico scritto a più mani: gli autori hanno deciso di devolvere i propri diritti all’associazione Progetto Arcobaleno.

«Inizio anni Novanta. Sette amici liceali decidono di marinare la scuola e, seguendo l’invito di uno di loro, trascorrere una settimana in un autentico castello della Transilvania. Sarà l’inizio di un’esperienza inquietante e ignota, così simile a un incubo a occhi aperti.» (dalla quarta di copertina)

I Già Dimenticati sono un gruppo di scrittori italiani riuniti tra il 2018 e il 2019 da Massimo Acciai Baggiani per questo progetto letterario. Essi sono: Massimo Acciai Baggiani, K. Von Zin, Barbara Pascoli, Claudio Secci, Marco Bazzato, Federica Milella, Luigi De Rosa, Andrea Cantucci, Italo Magnelli, Francesco D’Agostino, Barbara Mancini.

Associazione Progetto Arcobaleno
Via del Leone, 9 – 50124 Firenze

Venerdì 8 novembre 2019

Vedi anche la recensione di Carlo Menzinger

Perché non siamo fatti per vivere in eterno? – Presentazione del 21/10/2019

Lunedì 21 ottobre 2019 dalle ore 17:00 alle 18:30

Sms Di Rifredi
Via Vittorio Emanuele II, 303, 50134 Firenze

Qua sotto il video della presentazione di questo delizioso horror gotico scritto a più mani: gli autori hanno deciso di devolvere i propri diritti all’associazione Progetto Arcobaleno.

«Inizio anni Novanta. Sette amici liceali decidono di marinare la scuola e, seguendo l’invito di uno di loro, trascorrere una settimana in un autentico castello della Transilvania. Sarà l’inizio di un’esperienza inquietante e ignota, così simile a un incubo a occhi aperti.» (dalla quarta di copertina)

I Già Dimenticati sono un gruppo di scrittori italiani riuniti tra il 2018 e il 2019 da Massimo Acciai Baggiani per questo progetto letterario. Essi sono: Massimo Acciai Baggiani, K. Von Zin, Barbara Pascoli, Claudio Secci, Marco Bazzato, Federica Milella, Luigi De Rosa, Andrea Cantucci, Italo Magnelli, Francesco D’Agostino, Barbara Mancini.

Perché non siamo fatti per vivere in eterno?

Siamo lieti di invitarvi alla presentazione di questo delizioso horror gotico scritto a più mani: gli autori hanno deciso di devolvere i propri diritti all’associazione Progetto Arcobaleno. Venite e acquistando aiuterete persone bisognose.
Ci sarà anche un rinfresco offerto dall’associazione.

«Inizio anni Novanta. Sette amici liceali decidono di marinare la scuola e, seguendo l’invito di uno di loro, trascorrere una settimana in un autentico castello della Transilvania. Sarà l’inizio di un’esperienza inquietante e ignota, così simile a un incubo a occhi aperti.» (dalla quarta di copertina)

I Già Dimenticati sono un gruppo di scrittori italiani riuniti tra il 2018 e il 2019 da Massimo Acciai Baggiani per questo progetto letterario. Essi sono: Massimo Acciai Baggiani, K. Von Zin, Barbara Pascoli, Claudio Secci, Marco Bazzato, Federica Milella, Luigi De Rosa, Andrea Cantucci, Italo Magnelli, Francesco D’Agostino, Barbara Mancini.

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