Popcorn

Di Massimo Acciai Baggiani

I francesi Jean-Baptiste Diot e Jonathan Lardillier, della compagnia Les objets volants, non hanno messo su un semplice spettacolo di giocoleria, al Teatro di Rifredi: Popcorn è qualcosa di più, è gioco spensierato, è fantasia, è ironia, è musica e recitazione. La scena di riempie di oggetti: mobili cubici, lampade da tavolo e naturalmente gli strumenti di lavoro del giocoliere – anelli, palline, clave. Colpisce, oltre la bravura degli artisti francesi, la loro simpatia. Uno spettacolo per adulti e bambini, che non delude.
Firenze, 8 dicembre 2018

Il lago dei cigni ai nostri giorni

Di Massimo Acciai Baggiani

Non sappiamo cosa avrebbe pensato Pëtr Il’ič Čajkovskij di questa rivisitazione del suo celebre balletto, portato per la prima volta in scena a Mosca nel 1877: sicuramente sarebbe rimasto sconcertato. Non così noi, spettatori del ventunesimo secolo, davanti alla coreografia e regia di Loris Petrillo del capolavoro immortale: almeno io ho trovato interessante questa rilettura in cui al classico tema del cigno e alle musiche originali si alternavano brani moderni di jazz e rock progressive. Si tratta di un’opera molto “fisica”, in cui i corpi seminudi sono prepotentemente presenti sulla scena, con movenze sensuali, e nel complesso dissacrante. La prima al Teatro di Rifredi ha registrato il tutto esaurito e il pubblico ha premiato Il lago dei cigni in chiave contemporanea con lunghi meritati applausi.

Firenze, 1° dicembre 2018

Via da Sparta: atto secondo

di Massimo Acciai Baggiani

42857065_10217550266257685_2474628682711302144_nDel primo libro della trilogia del mondo alternativo di Carlo Menzinger, quello che vede il mondo dominato da un’inarrestabile impero spartiate, che fronteggia un altrettanto agguerrito impero nipponico, ho già scritto sul web e nella biografia dello scrittore mio concittadino (Il sognatore divergente), pubblicata di recente con Porto Seguro – lo stesso editore che si è preso carico di questa saga ucronica; è tempo di parlare del secondo capitolo. Il regno del ragno – Menzinger ama le allitterazioni – esce non a caso in contemporanea con Il sognatore divergente: durante la stesura del mio libro non avevo ancora letto il seguito delle avventure di Aracne, Nymphodora e compagnia, ma già intuivo che la saga, dopo le lunghe ma necessarie spiegazioni sulla storia alternativa pregressa – che avrebbe portato a questa distopia sanguinosa -, avrebbe subito un’accelerata verso l’azione e la trama si sarebbe infittita, rivelando insospettabili e inquietanti colpi di scena, rispondendo parzialmente (c’è ancora il terzo e ultimo capitolo, ancora inedito…) alle domande lasciate in sospeso ne Il sogno del ragno. Cosa significa il ragno tatuato sulla fronte della protagonista, in fuga per salvare la vita a se stessa e al figlio? Come si imposterà il rapporto tra la schiava ilota e la spartiate Nymphodora, che la compra alla fine del primo libro? Che ne sarà dei suoi compagni di viaggio? A queste e altre questioni il lettore, che si è già appassionato ai personaggi introdotti ne Il sogno del ragno, troverà una risposta. Come nel primo libro non mancano le scene di violenza e sesso, tipiche di questo mondo barbaro, ma anche prove di amicizia e speranza per un mondo migliore a cui Aracne sa di appartenere più che al crudele impero spartiate. Stavolta non voglio spoilerare troppo, preferisco lasciare il lettore alla narrazione scorrevole e accattivante di Menzinger, nell’attesa della conclusione della saga, che speriamo non si faccia attendere troppo.

Firenze, 28 novembre 2018

 

Bibliografia

Acciai Baggiani M., Il sognatore divergente, Firenze, Porto Seguro, 2018.

Menzinger C., Via da Sparta: il sogno del ragno, Firenze, Porto Seguro, 2017.

Menzinger C., Via da Sparta: il regno del ragno, Firenze, Porto Seguro, 2018.

Il lamento del migrante

L’attrice Ilaria Bucchioni legge la poesia di Massimo Acciai Baggiani durante il XX incontro di Autori & Amici di Marzia Carocci, Firenze, Teatro del Cestello, 24 novembre 2018.

LAMENTO DEL MIGRANTE

Anch’io sono migrante:

i miei geni ricordano

le cacce alla belva africana,

nella savana,

coi compagni ominidi

e la loro vita di cristallo.

Non ho senso di appartenenza:

le mie radici non sono nel passato

bensì nel futuro,

quando non saranno più

tribù

fratricide

ma uomini e donne

liberi dai pregiudizi.

Sì, la mia patria è il futuro:

l’ho visitato con l’immaginazione.

È un posto bellissimo,

costantemente m’avvicino

ma dispero tornare a casa.

 

Firenze, giorno dell’Opinione del ’26 (20 settembre 2018)

Scritta appositamente per l’incontro di Marzia Carocci del 22 settembre.

 

Presentazioni di “Nessun altro”

Lo scorso fine settimana l’antologia “Nessun altro” (L’Erudita, 2018) è stata persentata per la prima volta, in due date, a Firenze: il 17 novembre al ristorante “I Tarocchi” e il 18 al bar “Nabucco”.

IMG-20181118-WA0005.jpg

Si tratta di una raccolta di prose (articoli e racconti) sul tema dell’ “Altro”, di 15 autori: tanti quanti gli anni di vita della rivista online di letteratura e cultura varia “Segreti di Pulcinella” (2003-2018). L’antologia è aperta da una commedia di Massimo Acciai, fondatore e direttore della rivista, che vede come protagonista Krob, un buffo personaggio che parla in esperanto, ospite di una famiglia italiana disfunzionale. Questo, insieme agli altri testi presente, vuol far riflettere sulla tematica – molto attuale – dei rapporti con l’altro, inteso come persona diversa da noi, portatrice di un’altra cultura e di altri valori, e vuol promuovere una pacifica convivenza e armonia tra le persone.

IMG-20181118-WA0004

Autori presenti (in ordine alfabetico): Acciai Baggiani Massimo, Apostolou Apostolos, Balò Roberto, Cantucci Andrea, D’Angelo Rossana, Dragotescu Lucia, Ferrari Alessandra, Ferrari Emanuela, Gherardotti Erika, Guglielmino Francesco, Gurrado Salvatore, Martinuzzi Emanuele, Menzinger Carlo, Panizzo Francesco, Luigi Strinati Fabio.

Video delle presentazioni:

17 novembre 2018, ore 16

18 novembre 2018, ore 17

 

 

L'Erudita

In memoria di Giovanni Benocci (alias Giovanni Stefano Savino)

Giovanni Paolo II, il papa polacco, gli aveva profetizzato che sarebbe arrivato a cent’anni; ha mancato di poco quel traguardo, Giovanni Benocci, spentosi ieri a Firenze all’età comunque ragguardevole di 98 anni. Nato nel 1920, Giovanni Benocci ha iniziato a scrivere poesie in tarda età e, come a recuperare il tempo, ne ha scritte tantissime, pubblicando molti volumi presso le Edizioni Gazebo, dal 1993 ai nostri giorni, firmandosi come Giovanni Stefano Savino. È stato molto amico di Mariella Bettarini e Gabriella Maleti, con cui ha scritto e pubblicato un Trialogo. Grazie a questa amicizia ho conosciuto il poeta, autore anche di articoli sulla musica classica che sono poi stati raccolti e pubblicati, sempre con Gazebo, in Schegge di vita e d’arte. Quegli scritti risalivano a diversi anni prima, contemporanei allo scambio epistolare tra il laico Giovanni e l’omonimo papa, con cui era in rapporto di amicizia. Ricordo le giornate passate sul pc a trascrivere i suoi dattiloscritti e poi le mattinate a casa sua, abbarbicata sulla via Bolognese (quante scale per arrivarvi…), per correggere le bozze da me poi impaginate. Un lavoro che mi ha permesso di conoscere meglio questo personaggio che tanto ha visto della storia del passato secolo: un uomo gentile, coltissimo ma modesto: ha lasciato moltissimi versi inediti e il famoso epistolario scambiato col pontefice che, se pubblicato, sarebbe di grande interesse per gli storici. Soprattutto lascia un vuoto nei cuori di chi l’ha conosciuto e ha goduto della sua amicizia.

Firenze, 16 novembre 2018

Due amiche a Istanbul

Di Massimo Acciai Baggiani

Risultati immagini per la bastarda di istanbul«Fatti risalenti a molte generazioni fa continuano ad avere conseguenze anche oggi»: così conclude Banu, armena residente nella capitale turca insieme alla famiglia composta da donne, con l’eccezione di Mustafa, il fratello che emigrerà in America e sposerà l’americanissima Rose. La conclusione dell’anziana turca riassume le intricate vicende della famiglia turca Kazanci che si intrecciano con quelle dell’armena dei Tchakhmakhchian: la giovane Armanoush (detta Amy), figliastra di Mustafa, farà un viaggio dall’Arizona a Istanbul alla ricerca delle proprie radici, sfidando la vecchia inimicizia tra turchi e armeni, e troverà l’amicizia di Asya, la “bastarda” figlia di Zeliha, la quale conserva gelosamente segreto il nome del padre. Sullo sfondo di una Turchia moderna su cui il sanguinoso passato dell’eccidio armeno getta ancora una luce sinistra, la scrittrice Elif Shafak ha costruito un romanzo complesso e avvincente, ricco di storie e colpi di scena, da cui Angelo Savelli ha tratto l’omonimo spettacolo La bastarda di Istambul, in replica al Teatro di Rifredi fino al 25 novembre. Bravissime le attrici e l’attore, ottime le scenografie: da non perdere.

Firenze, 16 novembre 2018