L’albero genealogico di dio e le magnifiche sorti progressive dell’Uomo

Di Massimo Acciai Baggiani

mario deluchiIl libro di Mario Deluchi è strano: all’inizio può apparire un testo dissacrante sulla religione cattolica in stile Giobbe Covatta ma poi, andando avanti nella lettura, ci si rende conto che in realtà è molto serio. Certe cose di “futurologia” appaiono un po’ datate – è un libro del 1996 – ma alcune intuizioni sono ancora valide e proiettano una visione ottimista sul destino dell’Uomo che condivido in buona parte. L’ironia non manca nemmeno in questo romanzo-saggio, e si ride parecchio: l’autore immagina nientemeno che l’albero genealogico di dio; scopriamo così i nomi dei genitori, dei nonni e dei bisnonni di questo personaggio immaginario e scopriamo che più che nomi sono… pronomi: il ramo paterno, quello delle “virtù”, annovera AI, ELLA, EGLI, ESSA, EGO, LEI e IO. Quello materno, dei “vizi”, DU, YOU, NOI, WE, LUI, SHE e ME. Personaggi tutt’altro che “divini”, rappresentano appunto vizi e virtù molto umani. Dopo aver presentato questa bizzarra famiglia, l’autore passa alla cosmogonia: scopriamo così che il Sistema Solare è nato da una ragazzata di dio in combutta con i suoi amici Giove, Odino, Bacco, Manitù eccetera: lo scherzo dà l’occasione per un progetto di creazione di esseri viventi “a immagine e somiglianza” delle divinità, le quali creano una sorta di operazione finanziaria attorno alla creazione della vita, simile a un esperimento scientifico.
Il resto del libro ripercorre la storia della vita su questo pianeta; dagli organismi unicellulari all’homo sidereus, ossia l’uomo del futuro, colonizzatore di mondi extrasolari per salvarsi dall’inevitabile – tra cinque miliardi di anni – morte del Sole. Se l’Uomo arriverà a questo ambizioso traguardo, e l’autore non ne dubita, dovrà superare gli stessi dèi che l’hanno generato, abbandonare i vecchi schemi e le vecchie religioni, evolversi in tutti i sensi grazie alla tecnologia – la nuova religione – che permetterà di creare cyborg e astronavi in grado di superare la velocità della luce. Quanto ci sia di veramente scientifico e di puramente utopico lo lascio stabilire a fisici e esobiologi: che l’Uomo debba comunque evolversi e superare se stesso – come suggeriscono anche le teorie transumaniste – è per me un dato di fatto assodato. Come ripeto spesso, l’Uomo è a un bivio: da una parte l’estinzione, se continuerà con i vecchi schemi mentali, e dall’altra un futuro radioso simile a un paradiso. Io propendo per la seconda ipotesi.
Quindi Deluchi è ateo, agnostico o credente? La risposta è contenuta nella prima pagina del libro, occupata da un suo personale “Credo” che, lungi da essere una parodia del più noto Credo cristiano, enuncia una grande fiducia nell’umanità e nella sua capacità di automigliorarsi. Gli altri personaggi “divini” che appaiono nel romanzo vanno a mio parere intesi come metafore di una favoletta che alleggerisce la storia spesso tragica del percorso umano.

Firenze, 22 febbraio 2019
Bibliografia

Deluchi M., Il Padre di Dio. La spiegazione del perché, Poggibonsi, Lalli editore, 1997.

Il narratore di Rifredi

il narratore di rifrediE’ uscito “Il narratore di Rifredi” (Lulu, 2019), biografia letteraria di Massimo Acciai Baggiani, scritta da Carlo Menzinger. Il libro è acquistabile su Amazon, su Lulu e su Mondadori Store. Oppure liberamente scaricabile in formato digitale qui.

«Rifredi, un antico quartiere da scoprire, seguendo uno scrittore che ci vive, Massimo Acciai Baggiani, che ha scritto e pubblicato romanzi, racconti, commedie, poesie, saggi, articoli; amante del fantastico, ma con i piedi ben radicati nel territorio, che siano Firenze, il suo quartiere di Rifredi, il Casentino, il Mugello o le amate alpi friulane. Acciai da anni si muove con prolifica verve, affrontando i temi più disparati, collaborando con riviste e altri autori, realizzando opere a più mani, curando antologie e riviste. Questo volume cerca di farcelo conoscere e di lasciarci una testimonianza di Rifredi. Il volume, curato da Carlo Menzinger di Preussenthal, ospita oltre all’analisi delle opere di Acciai e una sua intervista, alcuni racconti, poesie e articoli di entrambi su Rifredi e le testimonianze di chi lo ha conosciuto, come Marco Bazzato, Matteo Nicodemo, Stefi Pastori, Simonetta Della Scala, Rossana D’Angelo, Francesco D’Agostino e Mariella Bettarini.La foto di copertina è di Italo Magnelli.»

Gigli di mare

Articolo di Massimo Acciai Baggiani

gigli_di_mareBen venticinque sono i poeti, tra cui il sottoscritto, che hanno accolto l’invito di Roberto Mosi e Fabio Strinati per questo libro dedicato alla memoria di Aldo Zelli (1948-1996), di Piombino, autore di libri per ragazzi. Confesso di non aver sentito parlare di Zelli prima di leggere questo libro, a cui ho contribuito con cinque poesie: è stata l’occasione quindi per scoprire un nuovo valido scrittore oltre che per leggere le poesie di tanti colleghi che in parte già conoscevo (le amiche Anna Maria Volpini, Miriam Cividalli Canarutto, Caterina Bigazzi, Michela Zanarella – collaboratrici in passato di Segreti di Pulcinella) oltre ai curatori di quest’antologia: Roberto Mosi (redattore, come me, de L’Area di Broca, attivissimo poeta fiorentino) e Fabio Strinati (poeta marchigiano con cui ho scritto un poema a quattro mani, in italiano ed esperanto, ancora inedito). Insomma, mi sono ritrovato in buona compagnia: le liriche infatti sono molto varie ma tutte di ottimo livello. Gigli di mare (Edizioni Il Foglio, 2018) si presenta come una pubblicazione di tutto rispetto, ben curata anche dal punto di vista grafico: «una raccolta di fiori dai diversi colori e profumi» come si legge in quarta di copertina «Ai gigli di mare nati sulla sabbia al vento della costa, si uniscono fiori di altre tonalità e colore, melodie dalle varie sonorità armoniche provenienti da paesaggi di altri mondo.» Sono onorato di aver aggiunto anche il mio “colore” a questo bel paesaggio fiorito!

Firenze, 18 febbraio 2019

Serrature

Articolo di Massimo Acciai

Alessandro Riccio si dimostra ancora una volta un ottimo attore e autore teatrale con questo nuovo lavoro, Serrature, in cui è affiancato da altri validi colleghi quali Amerigo Fontani, Vania Rotondi, Piera Dabizzi, Francesco Gabbrielli e Marco Santi. I personaggi ruotano tutti attorno al protagonista, Giulio, architetto, interpretato dal versatile Riccio: un protagonista che vive letteralmente al centro della scena e della vita di amici, colleghi e della moglie ossessionata dalla linea. Giulio è il punto di riferimento di tutti, si sposta fulmineo da un settore all’altro delle scene in cui è suddiviso il palco, per tutti ha la parola giusta: ma a un certo punto il meccanismo si inceppa e il povero Giulio perde il contatto con la realtà. Impazzisce. La psicologa Galigaris cercherà di aiutarlo, portando alla luce il motivo recondito scatenante della crisi.

Una commedia amara per certi aspetti, anche se si ride molto, che ci fa riflettere sul mondo moderno che ci vorrebbe tutti dei Superman immuni da qualsiasi kriptonite.

Firenze, 26 gennaio 2019

Cibo e grasse risate

Di Massimo Acciai Baggiani

Dalla Spagna al Teatro di Rifredi, in quel di Firenze: in questi ultimi giorni del 2018 i bravissimi attori della compagnia Yllana (Susana Cortés, Antonio de la Fuente, César Maroto e Rubén Hernandéz) hanno portato in scena uno spassoso spettacolo dissacratorio sui cuochi, gli chef! In una serie pirotecnica di gag sul tema della cucina, anzi della “new cuisine”, esploriamo nuove culture (quella giapponese, quella francese, ma anche la nostra cultura italiana rivisitata secondo la visione che ne hanno oltralpe) e – in una “lingua non lingua”, una sorta di gramelot che rifà il verso a varie lingue, con l’ausilio di una gestualità perfetta e ottimi trucchi di magia, tra disastri culinari e drammi familiari si dipana la storia dei nostri eroi, alla prese con spettacoli televisivi, critici bizzarri e parenti pittoreschi regalando grasse risate al pubblico: LOL!!

Firenze, 28 dicembre 2018

Il respiro della luce

Articolo di Massimo Acciai Baggiani

tania zotoiuHo scoperto la voce stupenda di Tania Zotoiu durante un concerto natalizio nella chiesa avventista di Firenze: mi ha rapito fin dalle prime note. In seguito ho acquistato il suo cd all’ingresso della chiesa, Breath of Light, autoprodotto, e l’ho ascoltato più volte a casa, assaporando le canzoni in inglese, italiano e rumeno che parlano di fede e speranza. Nonostante il mio ateismo (sono buddista) e anticlericalismo ho sempre apprezzato la musica cristiana contemporanea: quei testi gioiosi, pieni di luce, quelle melodie orecchiabili e coinvolgenti, mi sanno dare serenità e mi infondono un senso di pace e calore familiare, di buoni sentimenti. Un po’ come le favole. Tania è una giovane donna che mette l’anima e il cuore nelle sue interpretazioni, e si sente. Consiglio l’ascolto attento: credenti e non credenti, lasciatevi rapire anche voi da questa voce divina.

Firenze, 20 dicembre 2018

Meditazioni di un medico ebreo

Di Massimo Acciai Baggiani

maestroQualche anno fa mi capitò di trascrivere al pc alcuni vecchi quaderni scritti in esperanto da un tale Leone Maestro (1900-1973), medico ebreo che a partire dalla seconda guerra mondiale ha iniziato a tenere una sorta di diario, pieno di meditazioni che riportava quasi quotidianamente su carta. Il signor Maestro ha scritto per più di trent’anni, lasciando centinaia di pagine in eredità ai cinque figli – Marco, Roberto, Miriam, Lea e Fiorenza – i quali hanno giustamente pensato di condividere col mondo le riflessioni filosofiche del padre. Nasce così Meditazioni, edito nel 2015 dalla casa editrice livornese Salomone Belforte & C.: un’antologia dei primi quaderni, quelli scritti in italiano negli anni della guerra, precisamente tra il ’39 e il ’44. I successivi, quelli scritti in esperanto, sono purtroppo ancora inediti – anche se salvati su pc – e sono quelli che ho letto per primi. Mi mancava, come dire, l’“antefatto”: ho potuto colmare questa lacuna grazie al dono dei fratelli Maestro, ritrovando – a distanza di molti anni – quello stile arguto e in molti casi lapidario che fa pensare alle massime di La Rochefoucauld applicate alla Storia, quella che l’autore stava vivendo in prima persona dal suo esilio marsigliese (nel 1940) e successivamente in un’Italia martoriata dal conflitto, perseguitato per il suo antifascismo. Scamperà al destino di molti suoi correligionari (ma sua madre morirà ad Auschwitz nel ’44). Vive in molti luoghi, tra Roma, Firenze, la Libia, la Tunisia e il Fezzan, annotando diligentemente le sue impressioni, fino alla morte per infarto negli anni Settanta. Perché abbia deciso di scrivere buona parte dei suoi quaderni in esperanto (lingua peraltro creata da un altro ebreo, quel Ludovico Zamenhof che aveva a sua volta assaggiato sulla sua pelle i conflitti internazionali) lo si può facilmente intuire dalla visione cosmopolita della politica che emerge dalla sua opera: una visione non priva di ironia ma neppure di profonda amarezza e disillusione, anche nelle pagine del dopoguerra.

Firenze, 16 dicembre 2018

Bibliografia

Maestro L., Meditazioni, Livorno, Salomone Belforte & C., 2015.