Neologiorno n.10: Pirsingare

di Stefi Pastori Gloss

Pirsingare [pir-sin-gare (io pir-sìn-go)]

SIGN Azione del perforare con ago sterile alcune parti del corpo per l’inserimento di anelli, orecchini e simili. Derivato dall’angloamericano (to) pierce “perforare, trapassare” con traslitterazione italiana della pronuncia britannica. Pratica oggi ornamentale rapidamente diffusasi nei paesi europei, Italia compresa, iniziata in Gran Bretagna dagli anni Settanta del secolo scorso, è stata introdotta dalla subcultura giovanile dei punk caratterizzata dalla ribellione alle convenzioni sociali e dal rifiuto radicale del modello di vita borghese, con finalità dunque  sovversive, venendo poi a costituirsi in fenomeno di costume in una ventina d’anni. L’usanza di manipolare il corpo contraddistinguendolo con traforazione di narici, setto nasale e lobo delle orecchie, scarificazioni, tatuaggi, inserimento di protesi allo scopo di ottenere deformazioni rispetto alla normale forma corporea, è tuttavia assai antica e già diffusa in tutto il mondo in diverse società tribali. In particolare, la foratura del labbro è diffusa nell’Africa nera e nell’America Meridionale. Gli Eschimesi pirsingano gli angoli delle labbra, mentre alcune tribù brasiliane lo fanno alle guance. Presso alcune tribù del Brasile orientale e tra le popolazione andine è endemico il ‘botoco’: dischi o cilindri di vari materiali ficcati nel lobo, man mano sostituiti con altri più grandi fino che questo si deforma riducendosi a mera striscia di pelle che tocca le spalle. Qui in Europa sono definiti dilatatori e talvolta chi li introduce nei propri lobi dopo qualche anno li elimina, facendosi  rimuovere chirurgicamente l’area deformata, quasi in forma di inusitata richiesta di perdono al proprio corpo. Queste prassi di alterazione del soma non hanno finalità puramente decorative, ma anche complesse liturgie traslate e esoterico-cerimoniali: in particolare sono un fattore dei ‘riti di iniziazione’ molto dolorosi, segnanti l’ingresso dell’individuo nell’età adulta o in un’aggregazione sociale attraverso il superamento di cimenti di coraggio e di resistenza al dolore, persino con abbondanti perdite di sangue. La sopportazione delle sofferenze  in stoico silenzio è un elemento fondamentale della cerimonia, in quanto dimostra coraggio e valore del soggetto. A riguardo della sottocultura punk, ribellismo e trasgressione sono comuni a molti gruppi giovanili, ma nei punk la protesta e il distacco dalla società ‘normale’ si manifestano attraverso forme espressive straordinariamente creative, soprattutto nel campo della musica e della moda. Rigettando i canoni morali ed estetici accettati dalla massa, i punk creano uno stile di abbigliamento da una parte formalmente trasandato, dall’altra curato nei minimi particolari e di forte impatto visivo: tentacolari pettinature dai colori rutilanti e orpelli inventati con oggetti poveri, come catene e borchie, lamette, spille da balia, spilloni infilati nel naso, nelle orecchie e nelle guance, barrette di ferro al sopracciglio, sferette d’acciaio sotto il labbro, anelli applicati al setto nasale, ai capezzoli e ai genitali, raggiungono lo scopo di suscitare sconcerto e repulsione nei benpensanti. In definitiva, pirsingarsi rappresenta una sorta di arcano rituale che consacra l’appartenenza al gruppo e l’autoesclusione dal resto della società attraverso il superamento di prove fisiche e di imperturbabilità al dolore. Negli anni Ottanta i creatori di moda intuiscono il potenziale dell’estetica punk e saccheggiano a piene mani il suo repertorio espressivo, compreso il piercing. Addomesticato e spogliato della sua carica disinibita, il piercing si trasla da corpo ad ornamento degli abiti. Non scandalizzano quasi più corpi, lingue e volti incastonati da anelli, sferette e barrette, sempre più spesso in oro e argento anziché in ferro e acciaio come gli ornamenti dei punk originari. Farsi pirsingare Il piercing non è più un rito iniziatico praticato con strumenti di fortuna, doloroso e rischioso: oggi le perforazioni sono effettuate di solito con strumenti sterilizzati e talvolta in anestesia locale. Nato come una dichiarazione di guerra contro la società, il piercing è stato trasformato in un innocuo fenomeno di costume e prontamente inglobato in quel modello di vita borghese che il movimento punk voleva scardinare.

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